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Su infrastrutture e competenze digitali l’Italia sconta ritardi storici che inevitabilmente si riflettono sull’offerta dei servizi per il lavoro. Questo è vero dal momento che nel 2020 l’indice DESI (Indice Sintetico di Digitalizzazione dell'Economia e della Società) colloca il nostro Paese al 25esimo posto nella graduatoria europea regredendo peraltro di 2 posizioni rispetto al 2019, mentre la European Skills Agenda, presentata dalla Commissione Europea a luglio 2020, evidenzia come la percentuale media europea di chi possiede le competenze digitali di base è del 58% e solo del 42% in Italia. Da questi presupposti nasce l’impegno del governo che ha inserito il tema della digitalizzazione al primo posto tra le 6 missioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza meglio noto come #NEXT GENERATION ITALIA.
E proprio su questo grande tema che Anpal Servizi ha organizzato due sessioni di Benchlearning con l’obiettivo di avviare un confronto tra decisori e attori dei sistemi dei servizi per il lavoro sul tema della digitalizzazione. L’obiettivo è quello di giungere ad una prima sintesi attraverso la presentazione e raccolta di casi nazionali e regionali ed un successivo confronto rispetto all’individuazione di punti di forza, aree di miglioramento, minacce ed opportunità verso una messa a regìme di servizi digitalizzati. Il primo appuntamento ha visto la partecipazione appassionata di circa 60 operatori. Un confronto serrato e denso di spunti interessanti che per alcuni è stata anche l’occasione per rimarcare con orgoglio l’appartenenza a una comunità professionale capace di elaborare soluzioni anche in un contesto sfavorevole come quello attuale.
Paola Izzo, responsabile dell’Area Servizi per il Lavoro di Anpal Servizi, nella sua introduzione dei lavori chiarisce bene l’obiettivo delle sessioni di Benchlearning partendo proprio dalle urgenze dettate dalla stretta attualità: “Il contesto pandemico sta semplicemente accelerando un processo di modernizzazione dei servizi che vede l’Italia in forte ritardo rispetto all’Europa. Questa è solo la prima di una serie di iniziative che Anpal Servizi intende realizzare a partire dal prossimo anno sul fronte della digitalizzazione dei processi di servizio e delle azioni dei cpi rivolte all’utenza. La parola d’ordine diventa sburocratizzare ovvero dematerializzare il più possibile i servizi. Per questo diventa imprescindibile affrontare il tema delle competenze degli operatori che dovranno essere capaci sia di rendere consapevoli i cittadini delle opportunità sia di lavorare sulla qualità diversificando i percorsi di inserimento verso le diverse utenze”.
Obiettivi e aspettative che sembrano richiamare l’esperienza francese che già da diversi anni costituisce un modello virtuoso a livello europeo. A ricordarlo è Sophie Prina, rappresentante di Pole Emploi, l’agenzia francese che pubblica 7,4 milioni di vacancies, conta 55.000 operatori e 20.000 consiglieri dedicati all’accompagnamento al lavoro e offre servizi a circa 3,3 milioni di persone in cerca di lavoro e disoccupate: “La digitalizzazione a Pole Emploi poggia su alcuni presupposti fondamentali. Anzitutto il rafforzamento dei servizi online attraverso il portale web quale punto di accesso unitario alle informazioni sui servizi e sul mercato del lavoro dove gli utenti possono registrarsi, usufruire dei servizi offerti, consultare e candidarsi alle offerte di lavoro, fare richiesta delle prestazioni di sostegno al reddito. Non meno importante lo sviluppo di applicazioni per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, ricercare opportunità di formazione e consultare risorse per lo sviluppo professionale. Contiamo poi su un maggiore utilizzo dei social media per promuovere l’accesso ai servizi e consentire il contatto e l’apertura di nuovi spazi per la comunicazione con gli utenti. Fondamentale infine l’acquisizione, il consolidamento e l’aggiornamento delle competenze degli operatori attraverso percorsi di sviluppo di skills digitali e iniziative volte a diffondere tra di essi una cultura digitale solida e condivisa”.
Colmare il gap non solo nei confronti del modello d’oltralpe ma anche con il resto dei Paesi europei diventa così prioritario per l’Italia e l’occasione è data dagli ingenti stanziamenti in arrivo dall’Europa grazie al Recovery Fund. Ad illustrarne la strategia ci pensa Federico Conti, responsabile della linea 3 Area Servizi per il Lavoro di Anpal Servizi: “Parliamo di 48,7 miliardi di euro, ovvero il 23% delle risorse complessive, che il governo italiano intende destinare alla transizione digitale, la prima delle 6 missioni contenute nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. La strategia complessiva poggia su alcuni assi fondamentali tra cui spiccano l’informatizzazione del lavoro e degli uffici pubblici e l’implementazione di un punto unico di accesso a tutti i servizi digitali della PA fruibile da smartphone”.
Ma già nel corso del 2020, a seguito degli effetti della pandemia che hanno coinvolto anche i servizi pubblici per il lavoro, le Regioni hanno affrontato la sfida della gestione in remoto dei servizi per il lavoro rivolti a cittadini ed imprese. Le principali modalità utilizzate, sono state certamente quelle di gestione telefonica dell’utenza e dell’utilizzo intenso di posta elettronica normale e della PEC, e la gestione di appuntamenti e colloqui tramite delle piattaforme per le video chiamate e lo scambio di documenti. Nel corso della prima sessione di Benchlearning alcuni operatori territoriali hanno potuto raccontare le loro esperienze più significative in tema di digitalizzazione dei servizi: L’Agenzia Piemonte Lavoro con lo sportello virtuale in sperimentazione presso 4 cpi per i servizi di accoglienza e su tutti i cpi per il servizio SOS Curriculum legato all’edizione digitale di IOLAVORO, oltre alla prossima attivazione del contact center multicanale che consentirà di gestire tutte le richieste di informazioni e aiuterà gli utenti a utilizzare i vari servizi digitali offerti: i cpi liguri con il progetto LIGURI@CPI che prevede di integrare nel SIL diverse funzionalità per l’accesso diretto alle banche dati da parte degli utenti e la possibilità di erogare servizi per il lavoro a distanza; i servizi per il lavoro delle Marche con il patto di servizio personalizzato interamente informatizzato; Arpal Puglia con il portale LavoroXte che già dalla prossima settimana consentirà all’utenza di accedere ad una serie di servizi on line amministrativi e di orientamento; i cpi laziali con il rafforzamento del call center e la gestione interamente informatizzata delle chiamate ex art.16 riguardanti le assunzioni nella pubblica amministrazione.