Professioni

Professioni 16.nov.2017
Del Conte: “Un welfare attento alla persona per carriere sempre più eterogenee”
Il presidente dell’Anpal al congresso di Confprofessioni

La quarta rivoluzione industriale sta spingendo tutti i soggetti del mercato del lavoro a interrogarsi sulla natura della propria attività, sui cambiamenti del proprio ruolo e sulla necessità di nuove tutele di fronte a carriere sempre più frammentate e incerte. La riflessione dei professionisti italiani ha avuto luogo nel corso del congresso che si è svolto a Roma il 15 novembre all’Auditorium Antonianum. Titolo: "Il Professionista 4.0. L'evoluzione delle competenze tra normativa e mercato". Numerose le personalità istituzionali intervenute: i presidenti delle commissioni parlamentari di Camera e Senato Cesare Damiano e Maurizio Sacconi, la sottosegretaria alla Giustizia Federica Chiavaroli, deputati e senatori, il presidente di Anpal Maurizio Del Conte e altri.

L’Italia è il paese con il maggior numero di liberi professionisti in Europa: solo quelli iscritti a un albo professionale costituiscono il 5% delle forze di lavoro in Italia. Nonostante gli anni della crisi economica, il settore delle libere professioni è l’unico comparto a crescere nell’ambito del lavoro indipendente ed è ormai diventato un vero e proprio “polmone” del mercato del lavoro, confermandosi come un segmento “anticiclico” dell’occupazione. Paolo Feltrin, curatore del rapporto 2017 di Confprofessioni, nell’analizzare questi dati ha sottolineato alcune novità che contraddistinguono l’universo delle libere professioni: “le profonde differenze tra Nord e Sud, il gap di genere e il precariato dei giovani, la significativa contrazione dei redditi sono solo la punta dell’iceberg di un fenomeno socio-economico, spesso sottovalutato dalla politica ma che incide profondamente nei meccanismi della crescita economica e dell’occupazione del nostro Paese”.

Per rispondere a questi nuovi bisogni nel 2017 ha visto la luce il Jobs Act del lavoro autonomo, la legge 81/2017. Sono state introdotte nuove tutele (maternità, malattie, infortuni, tempi certi per i pagamenti) e promossi strumenti per rilanciare il comparto (formazione, contratti di rete, partecipazione a bandi pubblici e accesso a regime ai fondi europei). Il presidente di Confprofessioni Gaetano Stella ha sottolineato quanto sia importante estendere a tutti i liberi professionisti e lavoratori autonomi l’assistenza sanitaria integrativa, consentendo la deducibilità parziale dei contributi versati. “Questo intervento potrà rivelarsi molto utile soprattutto per i giovani professionisti che avranno a disposizione un ampio ventaglio di prestazioni sanitarie di qualità a costi decisamente contenuti”.

Del Conte ha sottolineato la portata storica della riforma: “il concetto di lavoro contenuto nell’articolo 1 della Costituzione è declinato con una legge dello Stato anche nella sua dimensione extrasubordinata”.
Offrire un’assicurazione e un insieme di tutele al lavoratore che può avere una carriera lavorativa eterogenea, contrassegnata dalla possibilità di passaggi dal lavoro autonomo a quello subordinato e viceversa, significa allungare l’orizzonte finanziario e permettere al lavoratore di “gestire le proprie risorse in modo equilibrato nell’arco della vita”. È questo il senso del welfare state, che la legge 81 ha introdotto per i lavoratori autonomi: il pubblico offre al cittadino un sistema di certezze di fronte all’incertezza generata da un mercato caratterizzato da un rischio di instabilità sempre più elevato.

E di fronte alle sfide della rivoluzione digitale il presidente Stella ha annunciato la presentazione di un manifesto del professionista 4.0, “che vuole essere un insieme di proposte e richieste da presentare al governo e alla società civile, che ci auguriamo venga adottato, perché bisogna rendere competitivo il settore professionale valorizzando l’economia della conoscenza”.

 

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