Professioni

Professioni 07.nov.2018
Le donne nuove protagoniste del mondo delle professioni
Le novità del Rapporto 2018 sui professionisti presentato ieri al Congresso di Confprofessioni
Anche nel 2017 i liberi professionisti si confermano come una delle realtà più dinamiche del mercato del lavoro: il loro numero è cresciuto del 21% negli ultimi 10 anni, attestandosi a 1,4 milioni. È l'Italia il Paese che vanta più professionisti nell’Unione: ogni 5 europei uno è italiano.

È questa la fotografia più aggiornata del settore, scattata nel Rapporto 2018 sulle libere professioni, curato dall'Osservatorio sulle libere professioni, coordinato da Paolo Feltrin. Il rapporto è stato presentato in apertura del Congresso nazionale di Confprofessioni, dal titolo “I professionisti nella società dei servizi. Nuove tutele e opportunità”, che si è svolto ieri a Roma all’Auditorium Antonianum, alla presenza (tra gli altri) del ministro per la Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno, del ministro per gli Affari regionali Erika Stefani, del sottosegretario al Ministero dell’Economia Massimo Bitonci. È intervenuto anche il presidente di Anpal Maurizio Del Conte.

Negli ultimi 10 anni i liberi professionisti sono stati una delle poche componenti del mercato del lavoro che ha retto l’urto della crisi economica, in netta controtendenza rispetto alla maggior parte dei segmenti occupazionali: la vitalità del settore è testimoniata dalla crescita significativa della componente femminile. Anche se il comparto è prevalentemente maschile (due terzi dei professionisti sono uomini), negli ultimi otto anni sono state infatti le donne a trainare la crescita, con una variazione positiva di 176 mila unità, mentre i maschi si fermano a quota 80 mila. In alcuni professioni il boom è impressionante: il 91% dell’incremento del numero degli psicologi dal 2011 al 2017 è ascrivibile alle donne, che ora rappresentano l’82%. Inoltre dal 2009 la platea dei liberi professionisti si è rinnovata di un terzo: il saldo tra entrate e uscite è di 255 mila unità circa, poiché le entrate tra gli under 45 sono state 150 mila e le uscite 405 mila.

“Stiamo assistendo a un profondo ricambio generazionale, con una marcata tendenza al ribilanciamento di genere” commenta Feltrin. “Il peso delle generazioni più giovani e, al loro interno, delle donne, cresce sempre di più. Tra il 2009 e il 2017 gli over 45 che escono dal mercato del lavoro libero professionale sono per quasi l’80% uomini, mentre nello stesso periodo il contributo delle donne alla crescita dei liberi professionisti (+255 mila unità) è del 67%”.

Il rapporto sottolinea anche i progressi nei servizi di welfare, grazie alle innovazioni del contratto collettivo nazionale del 2015 e ai vantaggi normativi dello Statuto del lavoro autonomo. Attraverso gli enti bilaterali e il Fondo paritetico interprofessionale per la formazione continua i professionisti possono usufruire di prestazioni fondamentali come il sostegno al reddito in caso di crisi e strumenti di conciliazione dei tempi di vita e lavoro – ad esempio, la previsione di contributi per l’avvio di telelavoro e smart working - nonché la tutela del diritto allo studio e la promozione del benessere dei lavoratori. Questo aspetto è stato sottolineato da Del Conte: “La ricerca riconosce il lavoro, la vivacità e la ricchezza che le diverse professioni hanno nel nostro Paese, un ruolo traino che i numeri certificano con chiarezza. Questa evidenza rende ancora più attuale il recente “Statuto del lavoro autonomo” che è stato varato da poco, un completamento del Jobs Act che contiene misure innovative a sostegno delle professioni. Le nuove regole valorizzano e proteggono il lavoro autonomo, anche con la promozione delle politiche attive per il lavoro, regolano in modo innovativo la necessaria formazione sempre più indispensabile in un mondo in continua trasformazione, riconoscono un ruolo centrale alla parte più avanzata e produttiva del Paese.”
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