Mobilità professionale

Mobilità professionale 27.set.2019
Aiutare i giovani a lavorare in Europa nel sociale: l’esperienza del progetto European Solidarity Corps - Occupational Strands
Presentati oggi a Roma i risultati del progetto coordinato da Anpal-Ufficio di coordinamento nazionale Eures

Promuovere la mobilità dei giovani in Europa in un settore particolare come quello della solidarietà e del sociale. Una sfida ambiziosa che Anpal – e precisamente l’ufficio di coordinamento nazionale Eures Italia ha raccolto tre anni fa quando ha iniziato a coordinare il progetto European Solidarity Corps - Occupational Strands.

Sono stati presentati oggi a Roma i risultati del progetto, che ha integrato l’iniziativa European Solidarity Corps, finalizzata a offrire ai giovani tra 18 e 30 anni opportunità di lavoro presso Ong, associazioni ed organismi del terzo settore, nella rete dei servizi della rete Eures per la mobilità professionale.

La sfida era ambiziosa anche perché tre anni fa Anpal era stata istituita da poco, come ha ricordato il direttore generale Salvatore Pirrone, che però ha sottolineato come “buttare il cuore oltre l’ostacolo è una ricchezza per tutte le amministrazioni e per tutte le organizzazioni”.

Ma l’obiettivo è stato in qualche misura raggiunto, dal momento che Denis Genton, direttore generale Unità Occupazione Affari Sociali e Inclusione (Unit D.1) ha sottolineato che “After three years I’m pleased to see that solidarity is not a matter of volunteering, but it can also be an occupational placement”.

Il progetto ha offerto servizi integrati e personalizzati (one-to-one) a giovani e datori di lavoro attraverso il coinvolgimento di un partenariato di attori nazionali e internazionali (Fondazione Giacomo Brodolini, Città Metropolitana di Roma Capitale-Capitale Lavoro, SEPE - EURES Spagna, DIAN Grecia, VOLUM Romania, Time4society Belgio, Camera di Commercio e Industria Bulgaria, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, EURES Slovenia, Eurodesk, Unioncamere e la Rete EURES Italia).

I risultati sono stati esporti da Catia Mastracci, coordinatrice nazionale Eures: non solo 175 giovani hanno trovato un lavoro in settori ad alto contenuto sociale (138 negli ospedali e in strutture di cura), ma è stato identificato un modello di attestazione finale delle esperienze rilasciato dalle organizzazioni ospiti , è in corso di lavorazione un vademecum sui tirocini lavorativi in Europa per supportare gli advisor di progetto, sono state attivate nuove cooperazioni  con enti del terzo settore e ong, è stato messo a punto un kit di strumenti e procedure di management e sono stati fidelizzati datori e lavoro e imprese del terzo settore che ora guarderanno ad Eures e alla rete dei servizi per l’impiego di alcuni partner del progetto come stakeholder di riferimento per le loro attività.

Il testimone passa ora al progetto Yourfirsteuresjob 6.0, partito il 1 febbraio e che durerà per tre anni, che dovrà capitalizzare questi risultati.

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