Mobilità in Europa
La solidarietà come vero e proprio settore “produttivo”, in grado di generare occupazione retribuita, e come opportunità per i giovani di vivere un’esperienza all’estero e sentirsi pienamente cittadini europei. Il progetto European Solidarity Corps: Occupational Strand è stato lanciato a Roma il 24 novembre presso la sede della Rappresentanza in Italia della Commissione europea (Spazio Europa).
Coordinato dall’Anpal – Ufficio di Coordinamento Nazionale Eures, in partnership con Fondazione Giacomo Brodolini, il Servizio per l’impiego spagnolo, Città Metropolitana di Roma Capitale, la Direzione Generale Immigrazione e la Direzione Generale Terzo settore del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, la rete Eurodesk Italia, Unioncamere, 18 membri della Rete Eures nazionale e diversi organismi ed enti dei paesi europei, fa parte dell’Area Occupazione dell’Iniziativa European Solidarity Corps della Commissione europea. L’obiettivo è offrire a 2.000 ragazzi e ragazze tra i 18 e i 30 anni la possibilità di lavorare nel settore della solidarietà (Ong, associazioni ed organismi del terzo settore, amministrazioni locali, imprese pubbliche e private) in uno dei 28 Paesi dell’Unione europea.
All’evento erano presenti la rappresentante della Commissione europea in Italia Beatrice Covassi, il sottosegretario del Ministero del Lavoro Luigi Bobba, il presidente dell’Anpal Maurizio Del Conte, Denis Genton (CE DG Employment) e Marinella Colucci (ANPAL – Coordinatore Nazionale EURES). A seguire una tavola rotonda moderata da Colucci, a cui hanno preso parte rappresentanti di enti e istituzioni che lavorano nel terzo settore e interventi di vari attori europei coinvolti nel progetto.
“Mai come in tempi di crisi la solidarietà è percepita come fondamentale per superare la crisi stessa” ha dichiarato il presidente Del Conte. Per questo il rappresentante della Commissione Genton ha sottolineato il suo impegno per assicurare all’Iniziativa europea un maggiore stanziamento di risorse nel giro di poche settimane. Perché “la solidarietà è fondamentale per ricostruire i legami sociali che la crisi tende a recidere”. E la coesione sociale aiuta l’economia e l’occupazione. È un concetto i cui fondamenti economici sono stati richiamati da Giuseppe Ciccarone, presidente della Fondazione Brodolini, secondo cui è dimostrato anche empiricamente il superamento del tradizionale trade-off tra efficienza ed equità, fondamento dell’ortodossia economica e cardine su cui è stato costruito l’attuale modello di sviluppo. E anche Claudio Gagliardi, vicesegretario generale di Unioncamere, ha sottolineato che le imprese più efficienti sono quelle che più cercano la coesione sociale al loro interno.
Il progetto European solidarity corps: Occupational Strand ha voluto accentuare proprio questo aspetto. Marinella Colucci, che lo ha illustrato (vedi la presentazione), ha ricordato che il programma porta avanti il discorso che Eures ha intrapreso da tempo: “Il progetto capitalizza l’esperienza di YFej, del quale sviluppa l’impostazione, offrendo una gamma più ampia di aiuti (ad esempio l’allargamento della platea delle imprese che possono ospitare giovani)”.
Il sottosegretario Bobba ha ricordato che i valori a cui si ispira il progetto sono già al centro della proposta di servizio civile universale dell’attuale governo. E “l’iniziativa di Anpal è ottima per accendere il motore di questo percorso".