Il benessere dei lavoratori
Chi l’avrebbe mai detto, gli italiani sono soddisfatti del proprio lavoro, e lo sono anche in aree del paese dove i numeri dicono che l’occupazione non brilla. Secondo i dati della Rilevazione sulle Forze di lavoro 2017 dell’Istat, riletti e ragionati dalla Direzione studi e analisi statistica di Anpal Servizi nelle due Note statistiche “Quanto sono soddisfatti i lavoratori italiani?” e “Le professioni più appaganti”, poco più di un occupato su due trova molto soddisfacente il proprio impiego, pari al 54,5% dei lavoratori di 15 anni e oltre.
La percentuale di soddisfatti nel complesso del loro lavoro ci restituisce una cartina del Paese un po’ diversa da quella che siamo abituati a vedere e ad usare per analizzare la realtà socio economica italiana. Questo accade sia nel caso che si prenda in considerazione la soddisfazione complessiva sia che si analizzi per singoli item. In testa è comunque nella maggior parte delle dimensioni esaminate – guadagno, clima e relazioni sul luogo di lavoro, stabilità dell’impiego – la città di Bolzano. Per quanto il numero di ore lavorate, la prima in classifica è Asti, mentre per i tempi di percorrenza casa-lavoro i sassaresi sono i più soddisfatti.
Ma al di là delle posizioni in classifica, un dato generale si può individuare nella maggiore soddisfazione di molte province del Sud – Enna, Trapani, Lecce, Oristano – in relazione al tema del clima sul posto di lavoro, tutte nelle prime 15-20 postazioni della graduatoria. Dato che si riduce per le province che invece esprimono grande soddisfazione in relazione alla stabilità dell’impiego: Milano è tra le prime rispetto a questa voce, ma solo al 63° posto per quanto riguarda le relazioni in ufficio e in generale sul lavoro. Come dire, c’è una dimensione del lavoro che va oltre gli aspetti meramente pratici, organizzativi e economici. Anche rispetto al ‘livello di interesse’ per il lavoro che si svolge, il Meridione si fa strada tra le prime venti province.
Tuttavia bisogna fare i conti anche con la vita quotidiana, e la maggiore insoddisfazione emerge quando si analizza l’aspetto delle ore lavorate e del guadagno. In questo caso, quasi a confermare un’immagine ormai standardizzata del Paese, intere regioni del Sud sono in fondo alla classifica. Fanalino di coda è la Sicilia, in particolare con Messina che risulta spesso ultima, anche in relazione ad altre voci.
Trascurata, ma molto importante per valutare la condizione di maggiore o minore benessere dei lavoratori, è la dimensione dei tempi di percorrenza casa-lavoro. Anche qui, il Sud è in fondo alla classifica ma il dato più eclatante riguarda alcune grandi città, tra le quali la Capitale, addirittura 103^, Milano al 92° posto, seguita da Torino, Bologna, Firenze.
La Direzione Studi di Anpal Servizi ha voluto indagare la soddisfazione dei lavoratori anche a seconda della professione svolta. Quelli più soddisfatti sono gli ‘specialisti in discipline religiose e teologiche’ e i ‘membri di organismi di governo e di assemblee con potestà legislativa e regolamentare’: come dire, parroci, assistenti di congregazioni – poco più di 17mila persone – e deputati, consiglieri, senatori, all’incirca 5300 persone. In sostanza, due categorie tutto sommato non particolarmente rappresentative del mercato del lavoro italiano. Andando avanti nella graduatoria, comunque, si trovano tipologie professionali sia dirigenziali che esecutive: al terzo posto per esempio sono gli operai addetti a macchinari fissi nell’agricoltura, e subito dopo i professori di scuola primaria, pre primaria, e un po’ più giù – settima, ottava posizione – imprenditori e amministratori di grandi aziende, direttori e dirigenti dipartimentali di aziende, maestri di arti e mestieri. Tra le categorie maggiormente ‘insoddisfatte’, i venditori ambulanti – ultimi in graduatoria – e in generale chi svolge mansioni non qualificate in diversi settori, dalle pulizie ai servizi domestici, alla manutenzione del verde o alla consegna merci.