Futuro del lavoro
L’impatto della tecnologia sull’occupazione è il tema al centro del G7 Future of Work Forum, il meeting ospitato oggi a Roma nella sede dell’Inapp.
Al di là delle divergenze tra le previsioni più apocalittiche (come quelle evocate dallo studio di Frey-Osborne) e quelle meno catastrofiche (l’Ocse parla di una percentuale di posti di lavoro a rischio intorno al 10%), è infatti certo che digitalizzazione e robotizzazione stanno già portando alla sostituzione delle competenze richieste dalle imprese.
I policy makers sono di fronte a una sfida che produce opportunità e rischi, l’esito della quale dipenderà in parte anche dalle scelte di chi – per ogni singolo Paese - disegna e decide le politiche economiche, le politiche industriali e le politiche attive del lavoro.
Partecipano al G7 Future of Work Forum delegati di Canada, Francia, Giappone, Germania, Gran Bretagna, Stati Uniti, Unione Europea, Ilo e Ocse. Folta la presenza italiana, composta da rappresentanti di Ministero del Lavoro, Inapp, Inail, Anpal e Anpal Servizi.
Nell’occasione, il presidente dell’Anpal Maurizio Del Conte ha spiegato quanto sia importante “intervenire sia per promuovere gli investimenti tecnologici delle aziende, sia per adattare la formazione professionale in accordo con le competenze richieste dal mercato”.
Come emerso nel G7 tenutosi a Torino a fine settembre, “è necessario rafforzare la cooperazione sulle politiche attive – ha aggiunto Del Conte – ed è altrettanto necessario che i servizi pubblici per l’impiego stiano al passo con i cambiamenti sempre più rapidi che si verificano nel mondo del lavoro. Il loro mandato principale, quello di favorire l'incontro tra le persone in cerca di occupazione e i posti vacanti, è diventato un compito complesso, in cui la questione delle competenze è al centro. Per essere efficaci ed efficienti, i servizi per l'impiego devono imparare a interpretare in maniera corretta le tendenze future del mercato del lavoro, e basare su quelle le proprie strategie”.