Futuro del lavoro
Non c'è tempo dell'anno che si presti ai bilanci meglio degli ultimi giorni di dicembre. E così non è un caso che sia giunto ieri l'annuale bollettino annuale del sistema informativo Excelsior: un'analisi dei fabbisogni occupazionali delle imprese nell’anno in corso condotta da Unioncamere con la collaborazione di Anpal.
Lo studio è basato sulle indagini mensili svolte tra maggio e settembre 2017, ed evidenzia come, nell'anno che volge al termine, sia aumentato il mismatch tra domanda e offerta di lavoro. La difficoltà (segnalata dalle imprese) di trovare il candidato più idoneo, passa infatti dal 12% dei contratti totali stipulati nel corso dell'anno precedente al 21% registrato nel 2017.
Il problema non sarebbe in una congiuntura di tipo economico (la ripresa che anche il nostro Paese sta
sperimentando ha anzi contribuito a favorire un discreto recupero sul fronte degli andamenti occupazionali), ma nel progressivo aumento dell’età media della forza lavoro, che in una società di rapidi cambiamenti comporta un'altrettanto rapida obsolescenza delle competenze.
Per contrastarla, sempre più imprese ricorrono alla formazione (il 27% del totale), e guardano ai giovani al di sotto dei 30 anni e ai laureati per le nuove entrate in programma.
Il mismatch tra domanda ed offerta di lavoro è un problema per buona misura qualitativo, legato ossia più alla mancanza di adeguata preparazione dei candidati (48%) che a una loro carenza numerica (42%). I settori più in difficoltà di reperimento sono quello manifatturiero (maggiormente esposto alla concorrenza internazionale, e dunque maggiormente ricettivo delle spinte innovative) e tutti i settori più direttamente coinvolti nella rivoluzione tecnologica. Questi comprendono, tra gli altri, servizi informatici, meccanica ed elettronica, che registrano una difficoltà di reperimento pari rispettivamente al 40,0%, al 38,8% e al 55,4%.
Il bollettino si sofferma poi sull'importante crescita delle competenze trasversali, sempre più richieste a tutti i livelli, e considerate fondamentali per le figure ad elevata qualificazione (dirigenti, professioni specializzate e tecniche). Non si parla solo di e-skills, ma anche di abilità comunicative, flessibilità, capacità di lavorare in gruppo, capacità di risolvere i problemi, e (più popolari che mai) competenze “green”, ossia l’attitudine al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale.
Per consultare tutti i dati nel dettaglio, leggi il bollettino.