Forum PA

Forum PA 15.mag.2019
Parisi a Forum PA: case management per vincere la sfida della trasformazione digitale (Video)
Nella giornata di apertura di Forum PA 2019, il Presidente Anpal illustra la sua ricetta per rendere "smart" le politiche attive del lavoro

La trasformazione digitale pone nuove sfide alle politiche attive del lavoro. Da un lato la necessità di far fronte al rischio di una crescita economica senza incremento dell’occupazione, dall’altro l’obbligo di ridurre le diseguaglianze attraverso un sistema in grado di accompagnare i giovani e sostenere le fasce deboli cittadini. La necessità di “governare” tale fase di transizione impone lo studio e l’attuazione di nuove forme di intervento che riducano le diseguaglianze, puntino alla crescita del capitale umano del Paese e creino occupazione di qualità.

La cornice è l'edizione 2019 di Forum PA, e queste le premesse attorno alle quali Mimmo Parisi, Presidente dell'Anpal, si è confrontato ieri pomeriggio con interlocutori del calibro di Maurizio Sacconi (già Presidente Commissione Lavoro del Senato), Tiziano Treu (Presidente CNEL), Pasquale Tridico (Presidente INPS), Alfonso Balsamo (Confindustria) e Claudio Cominardi (Sottosegretario di Stato - Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali).

A introdurre l'incontro è stato Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell'Osservatorio Smart Working presso il Politecnico di Milano, che ha avuto il compito di inquadrare il momento storico che sta vivendo il Paese, e di smontare con la forza e l'evidenza dei numeri gli allarmismi che vedono nella trasformazione digitale un passaggio critico che costerà centinaia di migliaia di posti di lavoro. Ma se progresso non significa catastrofe, è comunque necessario non lasciarsi cogliere impreparati, e capire per tempo quale risposta dare alle domande che questa trasformazione - come ogni grande sconvolgimento - porta con sé: come affrontare le sfide della trasformazione digitale evitando il rischio di una crescita economica senza incremento dell'occupazione? Come fronteggiare il potenziale aumento delle diseguaglianze attraverso un sistema in grado di accompagnare i giovani e sostenere le fasce deboli? E poi: come "governare" la transizione con interventi che riducano le diseguaglianze, puntino alla crescita del capitale umano del Paese e creino occupazione in quantità?

 

 

"I cambiamenti nel mondo del lavoro si riconducono innanzitutto a due aspetti: occupabilità e nuove competenze" ha spiegato Parisi. "L’occupabilità è legata al nuovo modo di concepire la stabilità del lavoro, che sarà sempre più stabilità nel mercato del lavoro e non semplicemente nel posto di lavoro. La competenza più richiesta ai lavoratori del futuro sarà quella cognitiva, legata alla creatività e all’immaginazione, alle capacità logiche e a quelle analitiche, nel saper delineare piani strategici di intervento che tengano insieme e diano un senso a una grande molteplicità di aspetti e di dimensioni. Le macchine eseguiranno i compiti specifici di routine, guidate da tecnologie che usano big data."

Secondo il Presidente Anpal, l'insorgere di questi cambiamenti porta a dover ricollegare le politiche attive del lavoro a due fattori fondamentali: la capacità di aiutare le persone a imparare e disimpare di continuo (per far fronte alla continua comparsa e scomparsa di nuove occupazioni) e la necessità di intervenire già nei primi anni di vita (early childhood development).

"Quel che serve davvero per permetterci di fare un salto di livello è creare sistemi digitali che utilizzino la massa di dati raccolti sulle diverse piattaforme informative per codificare le attività umane in processi automatizzati, e al tempo stesso per personalizzare i servizi e renderli continuativi nel tempo. Questo approccio viene chiamato in tutto il mondo case management. Il navigator è colui che può aiutare i Centri per l’Impiego ad adottare questo modello, dove l’utilizzo dei dati in tempo reale è fondamentale in tutti i processi e soprattutto nel favorire l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro."

 

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