Formazione
La seconda tappa del nostro viaggio nel mondo dell’istruzione e della formazione professionale è Padova. Protagonisti il Ciofs della città del Santo, i due apprendisti di primo livello Georgiana Buloi e Davide Campalto e le due imprese che li hanno assunti: la Unicomm e la Ad Maximum consulting.
Ricapitoliamo i punti salienti per chi si fosse perso la prima puntata e per coloro che non sanno cosa sia l’istruzione e formazione professionale (IeFP). La risposta meno tecnica ma più vicina alla realtà sarebbe: una delle migliori opportunità per i nostri giovani di imparare una professione lavorando e di ottenere un'occupazione. Quella più corretta prenderà un pò più di spazio....e di tempo.
La IeFp comprende una serie di percorsi formativi finalizzati a sviluppare abilità e competenze professionali necessarie a soddisfare le esigenze del mercato del lavoro. I percorsi, che prevedono una vasta gamma di indirizzi (dal meccanico all’elettrico, dall’abbigliamento alle calzature, dalla chimica alla grafica, all’artigianato, all’enogastronomia, al turismo, alla vendita e tanti altri) sono rivolti ai giovani che hanno terminato la Scuola Secondaria di Primo Grado (Scuola Media). Tarati sulle necessità produttive dei singoli territori e sulle inclinazioni dello studente, danno la possibilità di conseguire una Qualifica triennale e/o un Diploma di quarto anno (3+1).
Con la Legge n. 53 del 2003 – più conosciuta come Riforma Moratti - la IeFP diventa la seconda gamba del sistema educativo, con pari dignità rispetto al sistema di Istruzione.
Sul fronte dei contenuti e dei metodi di insegnamento-apprendimento, i percorsi triennali e di quarto anno possiedono un carattere meno teorico e più pratico di quelli scolastici, pur senza rinunciare ad una adeguata formazione culturale di base.
Sia le Qualifiche che i Diplomi professionali sono riconosciuti e spendibili in tutta Italia e rappresentano un titolo valido - al pari di quelli scolastici - per l’assolvimento dell’obbligo di istruzione e del diritto dovere di istruzione e formazione.
Vorrei citare, per completezza d’informazione, alcuni passaggi del primo contratto di apprendistato stilato direttamente da Don Bosco nel 1852:
“……… Il Sig. Bertolino Giuseppe Mastro Minusiere esercente la professione in Torino, riceve nella qualità di apprendista nell'arte di falegname il giovane Giuseppe Odasso, natio di Mondovì, del vivente Vincenzo natio di Garessio e in questa capitale domiciliato, e si obbliga di insegnargli l'arte suddetta, per lo spazio d'anni due che si dichiarano aver avuto principio col primo del corrente anno e aver termine con tutto il milleottocentocinquantatre; di dare al medesimo nel corso del suo apprendimento le necessarie istruzioni e le migliori regole onde ben imparare ad esercitare l'arte suddetta; di dargli relativamente alla sua condotta morale e civile quegli opportuni salutari avvisi che darebbe un buon padre al proprio figlio; correggerlo amorevolmente in caso di qualche suo mancamento, sempre però con semplici parole di ammonizione e non mai con atto alcuno di maltrattamento; occupando inoltre continuamente in lavori propri dell'arte sua, e proporzionati alla di lui età e capacità, ed alle fisiche sue forze, ed escluso ogni qualunque altro servizio che fosse estraneo alla professione.
Dichiara formalmente e si obbliga l'anzidetto Mastro di lasciar liberi per intiero tutti i giorni festivi dell'anno, onde l'apprendista possa attendere alle sacre funzioni, alla scuola domenicale, e ad ogni altro dovere che gli incombe come allievo dell'Oratorio anzidetto. Qualora l'apprendista dovesse per ragioni di malattia od altro legittimo impedimento assentarsi dal suo dovere per uno spazio di tempo eccedente li giorni quindici, s'intenderà in tal caso dovuta al Mastro una buonificazione, alla quale soddisfarà l'apprendista mediante l'attendenza al lavoro, terminati li due anni dell'apprendimento, per altrettanti giorni a servizio dello stesso mastro, quanti si farà risultare essere stati quelli della detta di lui assenza.
Lo stesso Mastro si obbliga di corrispondere settimanalmente all'apprendista l'importare della sua mercede, stata convenuta in centesimi, trenta al giorno per li primi sei mesi, ed in centesimi quaranta per il secondo semestre del corrente anno 1852 ed in centesimi sessanta a principiare dal primo gennaio milleottocentocinquantatre, fino al terminare dell'apprendimento.
Si obbliga inoltre di segnare al fine di ciaschedun mese, in un apposito foglio che gli verrà presentato, e schiettamente dichiarare quale sia stata la condotta durante il mese tenuta dall'apprendista.
Il giovane Odasso promette e si obbliga di prestare, per tutto il tempo dell'apprendimento il suo servizio al detto Mastro Minusiere, con prontezza assiduità ed attenzione, di essere docile, rispettoso, ed obbediente al medesimo, comportandosi verso di lui come il dovere di buon apprendista richiede; e per cautela e, guarentigia di tale obbligazione presta per sicurtà il qui presente ed accettante suo padre Vincenzo Odasso il quale si obbliga al ristoro verso l'anzidetto mastro di ogni danno che per causa dell'apprendista venisse a soffrire, sempre che però tale danno potesse all'apprendista, giustamente venir imputato, fosse cioè per risultar proveniente da volontà spiegata e maliziosa, e non quale un semplice effetto di accidentalità, o per conseguenza d'imperizia nell'arte.
Avvenendo il caso in cui l'apprendista fosse per venire espulso in seguito adi cui presentemente è allievo, cessando allora ogni suo rapporto col Direttore dell'Oratorio si intenderà conseguentemente anche cessata ogni influenza e relazione tra esso Sig. Direttore ed il Maestro Minusiere summentorato. Ma quando il commesso mancamento riguardasse soltanto l'oratorio e non rimettesse particolarmente il Mastro suddetto, s'intenderà ciò nonostante durativa ed obbligatoria nel resto la presente convenzione, fino al compimento dello stabilito termine di due anni, relativamente ad ogni altra condizione concernente esso Mastro, l'apprendista, ed il fídeiussore.
Il Sig. Direttore dell'Oratorio summentorato promette di prestare la sua assistenza per la buona condotta dell'apprendista infinattantoché continuerà questi ad appartenere all'Oratorio, epperò accoglierà sempre con premura qualunque lagnanza che occorresse al Sig. Mastro di fare sui diportamenti del detto giovane.
Locché tutto promettono i contraenti, ciascheduno per la parte che personalmente lo concerne, di attendere ed osservare esattamente, sotto pena del risarcimento dei danni. Ed in fede si sono appiè della presente sottoscritti:
Torino, dalla Casa dell'Oratorio di San Francesco di Sales,
addì 8 febbraio 1852.
Giuseppe Bertolino
Odasso Giuseppe
Odasso Víncenzo
Sac. Bosco Giovanni