Convegno lavoro digitale
Realtà aumentata, robot autonomi, cloud computing, big data e analitica, sicurezza informatica, internet delle cose industriali, integrazione dei sistemi orizzontali e verticali, simulazione e produzione additive: sono le tecnologie che caratterizzano Industry 4.0, la quarta rivoluzione industriale. Cosa ci riserva il futuro? Si affacciano opportunità immense, ma anche rischi per i lavoratori più deboli e per chi è meno attrezzato ad affrontare il cambiamento.
Nell’incantevole cornice di Palazzo Rospigliosi, nel corso di un lungo convegno e di quattro tavoli tematici, sono stati analizzati ieri i molteplici aspetti e le conseguenze di questa sfida epocale. L’occasione è data dalle celebrazioni del centenario dell’Organizzazione internazionale del lavoro.
Il primo tema è stato quello delle competenze necessarie e della formazione. Su questo Valeria Fedeli, ministro dell’Istruzione, è stata chiarissima: “nei contratti va affermato il diritto soggettivo alla formazione”. Ormai una questione di importanza non inferiore a quella degli aumenti salariali.
Modelli innovativi di gestione ed organizzazione possono rivelarsi più adatti al lavoro che cambia. “Tutte le modalità di partecipazione dei lavoratori vanno valorizzate: sono una forma di libertà e democrazia” ha affermato il ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Il protagonismo dei lavoratori può anche mantenere in vita imprese destinate alla chiusura. “Sono circa 350 le esperienze di workers buy-out”, i lavoratori che rilevano la propria impresa in difficoltà” ha ricordato Mauro Lusetti, co-presidente di Alleanza delle Cooperative. Esemplare la storia dell’azienda di Caivano di Italcables, raccontata ieri da Matteo Potenzieri, presidente della cooperativa dei 51 ex dipendenti che ha riaperto lo stabilimento chiuso in seguito alla crisi finanziaria.
E il ruolo della politica? Assolutamente decisivo. In tema di politiche attive del lavoro Maurizio Del Conte, presidente di Anpal, ha sottolineato il ruolo dell’agenzia nazionale nel facilitare con un’azione di sistema il dialogo tra scuola e impresa, e più in generale tra livello nazionale e territori, dove si manifestano gli squilibri e si predispongono le soluzioni. Per quanto riguarda le politiche industriali, Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo, ha annunciato che si aprirà a settembre un tavolo sul pilastro lavoro in Industria 4.0, per individuare strumenti su formazione e produttività che possano trovare spazio nella prossima legge di bilancio.
“L’obiettivo è progettare un futuro che raggiunga l’obiettivo di fornire un lavoro dignitoso per tutti e tutele ai disoccupati o a chi vive problemi economici” ha ricordato il ministro Poletti.
Garanzia Giovani è uno strumento importante di inclusione dei giovani che non studiano e non lavorano (Neet). Salvatore Pirrone, direttore generale di Anpal, ha sottolineato i progressi di un’iniziativa che al 31 marzo 2017 ha coinvolto oltre un milione di Neet. Degli oltre 348 mila che hanno concluso un intervento il 43,7% risulta occupato e il 73% di questi ultimi con un contratto stabile. Infatti, come dimostra la quarta rilevazione sul grado di soddisfazione degli utenti, il giudizio dei giovani che hanno sottoscritto un patto di servizio è sostanzialmente positivo.