Delegazione francesi

Jobs Act 21.set.2017
Delegazione francese da Del Conte per conoscere gli effetti del Jobs Act sul mercato del lavoro
L’incontro è avvenuto a Roma nella sede di Anpal Servizi a via Guidubaldo del Monte

Le conseguenze delle riforme introdotte dal Jobs Act, i dati sull’occupazione, la qualità dei servizi di ricollocazione, il mismatch tra il fabbisogno di professionalità espresso dalle imprese e le competenze disponibili sul mercato del lavoro.  Questo il menu degli argomenti al centro della tavola rotonda svoltasi stamattina presso la sede di Anpal Servizi tra una delegazione francese, composta da quattro senatori e tre funzionari d’ambasciata, e Maurizio Del Conte, presidente di Anpal.

“L’Italia tradizionalmente è stata sempre molto debole sul versante delle politiche attive – ha esordito Maurizio Del Conte nel presentare i compiti di Anpal - Con il Jobs Act si passa da una logica di assistenza nella disoccupazione al reinserimento nel mondo del lavoro. L’Anpal ha il compito di omogeneizzare le misure di politica attiva nelle diverse regioni e quindi di definire gli standard minimi di servizio e di verificarne il rispetto sui territori. Attraverso Anpal Servizi, l’agenzia nazionale svolge sul territorio azioni di politica attiva in collaborazione con le Regioni, in particolare con due linee di intervento. La prima riguarda il trasferimento di competenze e di modelli virtuosi ai centri per l’impiego. Abbiamo poi una linea dedicata al rapporto fra educazione, istruzione professionale e mondo del lavoro, che sviluppa servizi di placement nelle scuole e nelle università. Da quest’anno Anpal, in accordo con il ministero dell’Istruzione, mette a disposizione delle scuole dei tutor che facilitano l’incontro tra scuola e impresa per rendere questa fase di alternanza di valore per gli studenti. Un’altra linea di intervento appena varata è quella che riguarda le grandi crisi aziendali. Interveniamo presso l’impresa che annuncia un licenziamento collettivo, prendiamo in carico i lavoratori, ne facciamo un bilancio delle competenze e costruiamo un percorso di riqualificazione professionale per colmare il divario di competenze dei lavoratori espulsi rispetto alla domanda espressa dal mercato del lavoro. Relativamente a questa misura siamo già stati contattati da grandi imprese anche multinazionali”.

Sulla scia del Jobs Act italiano anche il governo francese è impegnato in questi giorni ad attuare la riforma del mercato del lavoro, non senza resistenze e tensioni sociali. E proprio su quest’aspetto la delegazione francese cerca di capire meglio le conseguenze dell’esperienza riformatrice italiana: “I rappresentanti dei grandi sindacati italiani che abbiamo incontrato hanno detto tutti la stessa cosa: le politiche attive attuate sono insufficienti, scarsi i mezzi finanziari a disposizione, ma soprattutto manca un’ambizione politica. Di conseguenza c’è uno squilibrio tra la liberalizzazione in tema di licenziamenti e le tutele dei lavoratori. Su quest’ultimo aspetto in particolare stiamo cercando di capire quanto il sistema di protezione abbia migliorato la propria efficacia con il Jobs Act rispetto al passato”.

Ai dubbi e alle perplessità dei francesi il presidente Del Conte ha replicato sottolineando che “la protezione dei lavoratori meriterebbe maggiore attenzione all’interno del mercato del lavoro attraverso azioni che permettano una effettiva ricollocazione di chi perde il lavoro. Oltre a ciò è utile ricordare come il Jobs Act abbia introdotto per la prima volta un sussidio al reddito per tutti i lavoratori (Naspi). Nonostante l’avvio delle nuove politiche attive abbia subito un arresto con il referendum del 2016 credo si andrà comunque verso un equilibrio virtuoso tra Stato e Regioni. Certo i tempi non saranno brevi ma è bene ricordare a tutti coloro che esaltano i successi della riforma Hartz relativa al mercato del lavoro tedesco che la stessa venne varata dal governo Schroder circa 15 anni fa”.

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