Competenze e servizi per l'impiego
Si è svolta ieri al Cnel (leggi il programma) la presentazione dei risultati della sperimentazione che Anpal ha effettuato sul dispositivo PIAAC - Formazione & Competenze Online, uno strumento di autovalutazione delle competenze “chiave” per la vita quotidiana e per lo sviluppo professionale nella società contemporanea, realizzato da OCSE e Commissione Europea. La sperimentazione si è avvalsa dell'assistenza tecnica di Anpal Servizi. Anpal ha scelto un target specifico, quello dei disoccupati di lunga durata in carico ai Centri per l’impiego (Cpi), con l’obiettivo di verificare quanto tale strumento possa essere utile ed efficace agli operatori per meglio “profilare” gli utenti dei Cpi in termini di competenze e abilità possedute e, quindi, per costruire percorsi personalizzati di inserimento e reinserimento nel mercato del lavoro.
Salvatore Pirrone, direttore generale di Anpal, nell’introdurre i lavori, ha ricordato i problemi di skill mismatching che affliggono il nostro Paese e che la crisi ha alimentato: aumentano i posti vacanti e le difficoltà di reperimento di professionalità sia elevate che basse da parte delle imprese, malgrado la disoccupazione sia ben al di sopra del 10%. “La sperimentazione di Piaac on line presso i centri per l’impiego è stata utile – ha aggiunto – per capire come uno strumento di self-assesment delle competenze sia percepito da utenti e operatori. Il prossimo passo, che è ormai vicino, è capire cosa fare una volta che si sono riscontrate eventuali carenze formative”.
I risultati della sperimentazione e il gradimento di utenti e operatori sono stati illustrati da Laura Angemi e Giovanna Linfante, del team di ricerca di Anpal. Sono stati globalmente coinvolti 181 Cpi presenti in 19 regioni italiane e nella P.A. di Trento, per un totale di 3.704 utenti.
Lo strumento - proposto online, in autosomministrazione tramite un codice di accesso individuale - è stato progettato per fornire un quadro delle competenze sia di tipo cognitivo, in materia di literacy, numeracy e problem solving in ambienti tecnologicamente avanzati, sia di tipo non cognitivo, con domande relative a fattori quali: competenze agite (nella vita quotidiana e in quella professionale), interessi e obiettivi di carriera, benessere soggettivo e salute.
La valutazione della sperimentazione è avvenuta attraverso la somministrazione di due questionari: uno indirizzato agli utenti dei Cpi che hanno svolto i test, per rilevare la loro soddisfazione sulla capacità dello strumento di far emergere competenze e potenzialità; un secondo destinato agli operatori, per raccogliere le loro valutazioni sul grado di fruibilità dello strumento da parte degli utenti, sulle difficoltà incontrate, anche in termini logistici ed organizzativi, nonché sull’utilità di PIAAC online quale eventuale dispositivo a supporto delle attività di profilazione qualitativa. A fronte del grande interesse manifestato dagli operatori sulle potenzialità informative di PIAAC online come strumento di profilazione, un’elevata percentuale (72,9%) ha dichiarato tuttavia che non può essere adottato in maniera ricorrente per il profiling degli utenti, a causa della durata eccessiva dei test, della complessità delle prove per alcune tipologie di utenti, delle carenze strutturali che non permettono di avere a disposizione spazi e ambienti idonei e dell’inadeguatezza della dotazione informatica dei Cpi.
Paolo Sestito, ricercatore di Banca d’Italia, ha individuato alcuni possibili sviluppi: “si potrebbe studiare in che misura la maggiore consapevolezza dei propri bisogni formativi e delle competenze apportata da Piaac online nei disoccupati sia stata utile nella ricerca del lavoro. E quanto l’esito del self-assesment abbia influito sulla qualità del patto di servizio sottoscritto successivamente”.
Stefano Scarpetta, ricercatore dell’Ocse, ha sottolineato le potenzialità di Piaac online in un mercato del lavoro sempre più polarizzato, con alta domanda di high skill e di low skill: “non possiamo pensare che chi perde lavoro possa necessariamente trovarne un altro nello stesso ambito professionale; il mestiere avrà probabilmente un nome diverso ma magari richiederà competenze simili a quelli precedentemente svolte. Piaac online può essere molto utile per favorire questo tipo di transizione”. Inoltre – ha aggiunto Scarpetta – Piaac online può essere di grande aiuto ai lavoratori meno qualificati per far prendere coscienza del loro gap di competenze, motivandoli a intraprendere percorsi di formazione continua. Bisogna creare una cultura in cui il self-assesment delle proprie competenze diventi una specie di check-up della propria professionalità e occupabilità”.
Tutti i relatori concordano sull’utilità del dispositivo Piaac online sui disoccupati, ma un suo utilizzo allargato su scala nazionale è prematuro proprio per le criticità che sono emerse nella sperimentazione: durata eccessiva dei test, prove troppo complesse per alcuni utenti, inadeguatezza delle dotazioni informatiche dei Cpi.
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Leggi il Rapporto PIAAC - Formazione & competenze online nei centri per l’impiego