Transizione scuola lavoro
Alla fine degli anni ‘90 in Kosovo, al tempo (e per qualcuno ancora) una provincia meridionale della Serbia, divampò una sanguinosa guerra tra il governo di Belgrado e i movimenti indipendentisti della maggioranza albanese.
L’intervento della NATO portò alla fine delle ostilità, ma i massacri etnici, i bombardamenti e le migliaia di rifugiati in fuga avrebbero segnato per anni l’aspetto del paese. Un paese ferito, alla ricerca del proprio posto nello scacchiere sociopolitico, ma fortemente determinato a rimettersi in piedi. Oggi, a quasi vent’anni di distanza, il Kosovo lavora a pieno regime per costruire e ottimizzare un sistema produttivo che possa competere con quello delle nazioni limitrofe e del resto dell’Europa.
In quest’ottica si inquadra il viaggio in Italia della delegazione del KEEN, condotta da Valentina Qarri. Il KEEN (Kosovo Education and Employment Network) è una rete composta da organizzazioni della società civile attive all’estero, che si occupa di educazione, occupazione, e del passaggio dagli studi al mondo del lavoro. Alla delegazione si aggiungono rappresentanti delle istituzioni (Ministero dell’Educazione, Scienza e Tecnologia, Ministero del Lavoro e del Welfare, Camera di Commercio ed enti locali).
Nell’ambito della tranche italiana di un percorso che ha già attraversato Olanda, Germania e Svizzera, la delegazione kosovara ha incontrato la Divisione Transizioni di Anpal Servizi, per ascoltare di persona come l’Italia abbia organizzato il proprio sistema scolastico, e quali strumenti utilizzi per facilitare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.
La presentazione di Luca Stefanini è stata il perno sul quale si sono susseguite le domande della delegazione, impegnata a pensare un’agenzia nazionale del lavoro che possa creare e mettere in atto un piano coerente con quelle che sono le necessità e le unicità della loro nazione: una presenza eccessiva del privato, scarsa qualità dell’istruzione, un grande numero di laureati (ma spesso in settori del mercato ormai saturo), e di conseguenza grosse difficoltà per i giovani che cercano lavoro.
Nello specifico, è stato mostrato grande interesse per il ruolo delle Regioni nel sistema educativo e lavorativo italiano, e per i risultati del Progetto FIxO (2006/2017). Di quest’ultimo è stata osservata la maggiore applicabilità nel contesto kosovaro rispetto ai benchmark europei: i contributi per gli imprenditori che accolgono gli apprendisti possono essere una soluzione praticabili per un paese ancora giovane e costituito soprattutto da piccole imprese.
L’incontro si è chiuso con mutua soddisfazione, e la speranza di poter tornare presto a confrontarsi sulle politiche avviate e sui risultati raggiunti.