Tempi di vita e tempi di lavoro
Si chiama Equality for work and life, ed è un progetto sperimentale sostenuto e finanziato da EaSI (Programma UE per l’occupazione e l’innovazione sociale) della Commissione europea, del quale è capofila Anpal.
Nel nostro Paese, il divario tra iI tasso di partecipazione al mercato del lavoro degli uomini e quello delle donne è ancora troppo ampio, e sconta la cristallizzazione di un modello di società che vede il lavoro di cura quasi interamente affidato solo alle donne. Equality for work and life proverà a dare una risposta concreta al tema appassionante e complicato della conciliazione lavoro-famiglia.
Diverse e importanti le realtà sociali e istituzionali partners di progetto: la Fondazione Brodolini, il CGM-Gruppo Cooperativo Gino Mattarelli, Work Life Hub, l’Istituto Spagnolo per le Donne e le Pari Opportunità (IWEO), REFORM -Centro Risorse per gli Uomini, la UIL. Altrettanto prestigiosi gli enti associati: le Regioni Campania e Toscana e la Provincia autonoma di Trento, il Dipartimento per le Pari opportunità, il CEEP-Centro europeo per le imprese, l’Agenzia Piemonte Lavoro, i sindacati CGIL e Cisl, la Confederazione europea dei sindacati ETUC, l’Inps.
Ai nastri di partenza, EQW&L sarà presentato il 19 dicembre a Roma, a Palazzo Wedekind, nel corso dell’incontro “Carichi familiari e accesso al lavoro: l’avvio di una sperimentazione”.
La mattinata di lavori, dalle 10 alle 13, sarà aperta dai saluti di Gabriella Di Michele, direttore generale Inps, Maurizio Del Conte, presidente Anpal, e Beatrice Covassi, Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea. A presentare il progetto saranno Anna Chiara Giorio, coordinatrice Anpal del progetto, e Elena Murtas, ricercatrice Anpal.
A chiudere i lavori, la tavola rotonda coordinata da Barbara Leda Kennedy, caporedattrice di Ingenere.it, alla quale prenderanno parte Massimo Antichi, Direttore centrale Studi e Ricerche INPS; Giuseppe Bruno Vicepresidente CGM; Elena Calistri, Coordinamento tecnico FSE delle Regioni; Francesca Bagni Cipriani, Consigliera Nazionale di Parità; Marianna D’Angelo, Autorità capofila FSE ANPAL; Monica Parrella, coordinatrice Ufficio per gli interventi in materia di parità e pari opportunità presso il DPO della Presidenza del Consiglio; Annamaria Simonazzi, presidenza Comitato Scientifico Fondazione G. Brodolini e Sapienza Università di Roma; Valentina Verduni, Servizio politiche del sociale e sostenibilità UIL.
Tre le direttrici di azione del progetto, che intende supportare non solo le donne che hanno difficoltà a entrare o ri-entrare a lavoro a causa degli impegni di cura, ma anche le pmi che vogliono creare un ambiente più favorevole all’equilibrio lavoro-vita privata: sistema dei servizi, persone, aziende.
Sul sistema dei servizi EQW&L lavorerà alla elaborazione di strategie efficaci che mettano in grado la rete italiana di sostenere e supportare le persone in difficoltà rispetto alle esigenze del mercato del lavoro a causa degli impegni familiari; alle persone offrirà strumenti per riconoscere e individuare, e poi gestire, le proprie esigenze di conciliazione; alle aziende medio-piccole a gestire e superare i vincoli che possono presentarsi nel tentativo di attuare politiche di conciliazione. A tale scopo, EQW&L metterà a punto per le PMI un business case evidenziando come le politiche di conciliazione siano non solo foriere di vantaggi e benessere sia per le lavoratrici sia per le imprese stesse, perché migliorano l’organizzazione del lavoro accrescendo anche la produttività; ma soprattutto contribuiscono in maniera determinante ad aumentare i tassi di partecipazione al mercato del lavoro, in particolare per le donne.
EQW&L sarà sperimentato in Campania, Toscana, Piemonte e provincia autonoma di Trento, con l’obiettivo di portarlo a sistema in futuro su tutto il territorio nazionale. Tra le azioni previste, anche la sensibilizzazione e l’informazione ai direttori del personale delle PMI che spesso non sono in grado di utilizzare – a volte non ne sono neanche a conoscenza – gli strumenti che la normativa mette a diposizione delle aziende per favorire la conciliazione. Questo sarà possibile grazie al valore aggiunto offerto dalla presenza tra i partner di progetto del Consorzio Gino Mattarelli, che riunisce in una rete diffusa in tutta Italia 701 cooperative e imprese sociali e 58 consorzi territoriali.