Statistiche del lavoro
A gennaio i contratti a tempo indeterminato firmati sono stati oltre 190 mila, con un saldo positivo rispetto alle 119.826 cessazioni di contratti stabili di oltre 70 mila unità. È quanto viene messo in evidenza dall’Osservatorio Inps sul precariato riferito al settore privato. Nel novero sono considerate sia le nuove assunzioni (132.457) sia le trasformazioni di contratti a termine e di rapporti di apprendistato (51.413) sia i contratti di apprendistato trasformati in rapporti a tempo indeterminato (6.146).
Nel complesso le assunzioni a gennaio sono state 655 mila (+22,1% rispetto a gennaio 2017). Il saldo tra assunzioni e cessazioni è stato pari a +201 mila unità, superiore a quello di gennaio 2017 (+144 mila).
In un anno sono risultate in crescita tutte le componenti: contratti a tempo indeterminato +11,9%; contratti di apprendistato +29,6%; contratti a tempo determinato +18,3%; contratti stagionali +18,5%; contratti in somministrazione +26,8% e contratti intermittenti +83,6%.
Ma l’incremento (+78,3% in un anno) che assume un particolare significato è quello delle trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato (51 mila). L’Inps sottolinea il peso che presumibilmente hanno avuto i nuovi sgravi introdotti dalla legge di bilancio 2018 per le assunzioni di under 35 al primo contratto a tempo indeterminato.
Sono diminuiti invece i rapporti di apprendistato confermati alla conclusione del periodo formativo (-21,1%). Le cessazioni nel complesso sono state 454 mila, in aumento rispetto all'anno precedente (+15,9%): ad aumentare sono le cessazioni di tutte le tipologie di rapporti rilevati, soprattutto quelle a tempo determinato e in somministrazione; fanno eccezione i rapporti a tempo indeterminato (-6,6%).
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