Statistiche del lavoro

Statistiche del lavoro 19.mag.2020
Brusco calo delle assunzioni: -735 mila nel 2020
Lo rileva l’Anpal nella prima nota di approfondimento sugli effetti della crisi innescata dal Coronavirus sulla dinamica dei rapporti di lavoro. Critica la situazione del turismo

Per analizzare gli effetti sul mercato del lavoro della crisi innescata dalla pandemia Covid-19, Anpal ha analizzato il trend della domanda di lavoro del 2020, ricorrendo all’archivio delle Comunicazioni Obbligatorie.

Le risultanze dell’analisi sono state pubblicate nella nota n. 1/2020, che inaugura una nuova linea di approfondimento di Anpal, legata all’emergenza Covid-19 e alle ricadute sul mercato del lavoro. Sono considerati soltanto i rapporti di lavoro dipendente, escludendo quindi il lavoro in somministrazione e altre tipologie contrattuali nonché il settore della Pubblica Amministrazione, che ha risentito poco della crisi poiché il decreto “Cura Italia” ha previsto il ricorso generalizzato allo smart working, oltre alla sospensione dei concorsi pubblici.

Il trend delle attivazioni dei rapporti di lavoro è sostanzialmente in linea con quello del 2019 fino alle prime misure di contenimento per isolare i focolai in alcune zone della Lombardia e del Veneto. Poi inizia il peggioramento e la situazione precipita intorno al 9 marzo, fino a registrare il 23 aprile un deficit di circa 735 mila attivazioni rispetto al 2019, con variazioni tendenziali che nella seconda metà del mese di aprile superano il 20%.

La dinamica delle cessazioni risente parzialmente dell’introduzione del blocco dei licenziamenti, che ne riduce progressivamente il volume, ma tale contrazione non è sufficiente a compensare la marcata diminuzione delle attivazioni. Ne risulta il crollo delle delle posizioni lavorative nette giornaliere, determinato dai saldi giornalieri tra il complesso delle attivazioni e cessazioni, che raggiunge nel mese di aprile variazioni superiori a -50%. A farne le spese sono soprattutto i lavoratori con contrato a tempo determinato: il saldo negativo delle posizioni nette arriva a -200 mila.  

Sono soprattutto le regioni del Centro Nord a mostrare le contrazioni maggiori nei flussi di assunzione, con Toscana, Liguria, le Provincie Autonoma di Trento e Bolzano e il Veneto che segnano riduzioni superiori al 30%.

Il settore turistico alberghiero si contrae di oltre il 52%. Si tratta di un deficit prossimo alle 300 mila unità rispetto allo scorso anno, vale a dire quasi il 40% del totale della diminuzione dei nuovi contratti rilevati nel periodo. Ma è l'intero tessuto produttivo a mostrare chiaramente le conseguenze della crisi determinata dall'emergenza Covid-19, con la sola eccezione del comparto agricolo e, per ovvie ragioni, del settore sanitario.

 

Focus Anpal - Approfondimenti Covid-19 n. 1/2020

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