Pubblicati i Rapporti nazionali 2018 sulla presenza dei migranti nelle aree metropolitane italiane
Sono disponibili sul sito istituzionale del Ministero del Lavoro, sul Portale integrazione migranti e su questo sito, i Rapporti nazionali sulla presenza straniera nelle Città Metropolitane - edizione 2018 - che illustrano, attraverso l’analisi di fonti istituzionali ed amministrative nazionali, le caratteristiche socio-lavorative dei migranti dettagliate a livello territoriale.
La collana dei rapporti sulla presenza territoriale dei migranti, giunta alla terza edizione, presenta nove approfondimenti (Bari, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Torino, Venezia) e una sintesi comparativa dedicata alle 14 città metropolitane d’Italia (incluse, quindi, Cagliari, Catania, Messina, Palermo, Reggio Calabria). I Rapporti sono curati dalla Direzione Transizioni – Fasce Vulnerabili di ANPAL Servizi nell’ambito del progetto La Mobilità Internazionale del Lavoro, finanziato dalla Direzione Generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione - Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
La distribuzione sul territorio nazionale dei 3.714.934 cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti mostra che le prime città metropolitane per numero di presenze sono Milano (quasi 445.000, il 12% del totale) e Roma (346.000, 9,3%). Seguono Torino, Firenze, Napoli e Bologna con percentuali comprese tra il 3,2% e il 2,3%. Le altre città metropolitane accolgono meno del 2% dei cittadini non comunitari titolari di un permesso di soggiorno valido. Milano risulta prima anche per incidenza, tra i residenti, dei cittadini non comunitari: su 100 persone iscritte in anagrafe, poco meno di 12 provengono da un Paese non UE. Seguono Firenze (9,9%), Bologna (8,5%) e Roma (7,4%).
Rispetto ai processi di stabilizzazione delle presenze, la quota di lungo-soggiornanti sul totale dei cittadini migranti regolarmente presenti è massima a Venezia (74,5%), Genova (65,2%) e Firenze (61,9%), mentre risulta minima a Catania (39,2%) e Cagliari (41,6%). Segnali di stabilizzazione si rilevano anche nelle altre città, con incrementi rilevanti (rispetto al 2017) della quota di lungo-soggiornanti a Messina (+6,6%), Reggio Calabria (+5,7%) e Napoli (+5,3%).
L’incidenza dei minori (segnale della presenza di nuclei familiari) è massima a Venezia, Milano e Bologna (rispettivamente 23,1%, 22,6% e 22,1%) e minima a Roma, Cagliari e Napoli (rispettivamente 16,4%, 16% e 14,1%). A Bologna e Venezia, inoltre, soggiorna per motivi familiari oltre la metà (rispettivamente 51,3% e 52,1%) dei titolari di un permesso soggetto a scadenza. Il lavoro risulta invece la motivazione di soggiorno prevalente a Napoli, Milano e Firenze (rispettivamente 52,1%, 43,5% e 42,9%).
Il tasso di occupazione della popolazione non comunitaria va dal 56,7%, rilevato a Firenze, al 70,4% registrato a Milano; il tasso di disoccupazione risulta minimo a Milano (8,1%) e massimo a Bari (21,1%). Roma, Milano e Napoli ospitano il maggior numero di imprese individuali a titolarità non comunitaria (rispettivamente 37.361, 33.305 e 19.353); a Milano, Firenze e Roma si registra la maggior incidenza di cittadini non comunitari tra i titolari di imprese individuali (rispettivamente 25,6%, 21,5% e 20,2%).
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