nota anpal
Donna (52%), prevalentemente over 45 (48,4%) e con un basso livello di istruzione (68%). Contatta i centri per l'impiego nella maggior parte dei casi (il 74,3%) per motivi di carattere amministrativo (rilascio della DID, iscrizione al collocamento mirato, ecc.), poco incline a intraprendere percorsi di formazione (7,7%), ad acquisire maggiore consapevolezza sulle proprie capacità professionali (6,6%) o ad avviare un percorso di auto- imprenditorialità (3,0%). Nella ricerca di un'occupazione predilige (61,6%) la rete informale di parenti, amici e conoscenti.
Questo sommariamente l'identikit tracciato dalla prima Nota periodica pubblicata da Anpal relativa al Servizio di profilazione qualitativa svolta dagli operatori dei Centri per l’impiego durante la fase dell’Orientamento di base. Attraverso un apposito questionario di profilazione messo a disposizione in una specifica sezione di MyAnpal (la porta di accesso ai servizi digitali dell’Anpal), il servizio consente agli operatori di raccogliere ed organizzare le informazioni in maniera strutturata e di definire per ciascun utente le azioni di ricerca attiva in un percorso individualizzato di inserimento da formalizzare nel Patto di Servizio Personalizzato.
I dati presentati sono aggiornati ad aprile 2020 e riguardano circa 10.500 utenti dei cpi. Le regioni che hanno utilizzato il Servizio di profilazione qualitativa sono attualmente quindici (Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Valle d’Aosta), per un totale di 10.625 utenti coinvolti, distribuiti in 105 Centri per l’impiego. La regione che ha coinvolto il maggior numero di Cpi è il Lazio (31 Cpi, pari al 30% del totale), seguita dal Piemonte (23 Cpi, 21,9%) e dalla Liguria (13 Cpi, 12,4%). Più della metà degli utenti, tuttavia, si concentra nelle regioni meridionali, in particolare il 34,9% in Calabria e il 18,4% in Molise.
Le attività di profilazione qualitativa registrate sono state nella maggior parte dei casi effettuate nell’ambito della misura del Reddito di Cittadinanza che ha coinvolto 9.569 utenti, pari a circa il 90% del totale. Minore è invece il numero di utenti coinvolti nell’ambito delle misure di politica attiva del lavoro previste dal D.lgs. 150/2015 (127 utenti) o di altre misure di carattere regionale (929 utenti). Rispetto alla professione per la quale si cerca un’occupazione, i rispondenti dichiarano di possedere del tutto (nell’81% dei casi) o in parte (nel 14,8%) le capacità e le competenze necessarie per svolgerla. Tali competenze sono state spesso acquisite attraverso percorsi di studio e formazione - che li hanno portati ad ottenere una qualifica formalmente riconosciuta - o mediante una lunga esperienza pregressa nel settore. Poco più dell’11% degli intervistati ha partecipato di recente a colloqui di selezione.
La quasi totalità degli intervistati (84%) è disponibile a prendere in considerazione offerte di lavoro che comportano una mobilità territoriale. Nello specifico, il 66,7% dei rispondenti si dichiara disposto a lavorare anche in altri Comuni, purché raggiungibili giornalmente, mentre il 19,1% lavorerebbe solamente nel Comune di residenza.
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