Lavoro e giovani

Lavoro e giovani 17.gen.2019
Il sistema duale in Friuli-Venezia Giulia - Guarda il video
Viaggio a Trieste, Udine e Pordenone per raccontare come funziona il sistema di istruzione e formazione professionale nella regione del nord-est. Visite ad aziende e centri di formazione professionale. Interviste a imprenditori, responsabili dei centri di formazione e ragazzi
Il Friuli-Venezia Giulia è una delle locomotive dell’economia italiana. Dopo la grande crisi, a partire dal 2015 la regione del nord-est è tornata a crescere, con Pil in continuo aumento e tasso di occupazione che – nel primo trimestre del 2018 – ha raggiunto il 67,8%, il livello più alto mai registrato dal 1992. Anche la disoccupazione giovanile – pur alta (25,4% alla fine del 2017) – è nettamente inferiore alla media nazionale. Non è certo un caso, visto che uno dei punti di forza del Friuli-Venezia Giulia è il suo sistema di istruzione e formazione professionale.
 
 
Il reportage sul sistema duale in Friuli-Venezia Giulia
 
In questo viaggio tra Trieste, Udine e Pordenone si osserva da vicino come funziona il sistema duale del Friuli-Venezia Giulia. 
 
Il reportage entra in maniera diretta nelle aziende e nei centri di formazione professionale. Ne esce un racconto a più voci che ha – come protagonisti – gli stessi giovani che stanno imparando sul campo il mestiere dei loro sogni, ma anche gli imprenditori e i responsabili dei centri di formazione che ne seguono da vicino il percorso di crescita.
 
 
I numeri di un sistema che funziona
 
A settembre 2018 la Regione ha pubblicato un rapporto sugli esiti occupazionali degli allievi dei percorsi di istruzione e formazione professionale nel periodo compreso tra giugno 2016 e fine dicembre 2017. 
 
Il report ha riguardato un campione significativo: 1012 allievi dei 1170 che hanno ottenuto la qualifica professionale nel giugno 2016.
 
La stragrande maggioranza (il 79,2%) ha ottenuto la qualifica in tre aree: 
 
  • meccanica, impianti e costruzioni; 
  • servizi alla persona; 
  • turismo e sport. 
Il 20% rimanente si spalma su altri tre comparti: 
 
  • agroalimentare; 
  • information technology;
  • servizi commerciali

Il 45% presenta uno di questi cinque profili: 

  • cuoco;
  • acconciatore; 
  • estetista; 
  • manutentore di auto e moto;
  • cameriere.
Ma i dati più significativi sono altri: 
 
  • il 58,6% ha avuto esperienze di lavoro superiori a un mese;
  • il 3,4% inferiori ad un mese; 
  • l’11,5% ha deciso di proseguire gli studi presso una scuola secondaria di secondo grado; 
  • il 9,1%  ha avuto unicamente esperienze di tirocinio;
  • il 3,8% non ha né lavorato né studiato.
Se si allarga la visuale agli ultimi sei anni – dal 2011 al 2016 – le esperienze di lavoro non sporadiche, cioè superiori al mese, salgono al 67,8% e la percentuale di quelli che non hanno lavorato né studiato risulta al 4,4%. Una storia di successo insomma.
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