'Io lavoro', i focus di Anpal Servizi sull’Alternanza scuola-lavoro
Alternanza scuola-lavoro di qualità: è stato questo il focus dei tre incontri organizzati da Anpal Servizi in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte e l’Agenzia Piemonte Lavoro a Io Lavoro, la grande job fair che si è svolta il 24 e 25 ottobre a Torino.
Una panoramica delle esperienze svolte non solo in azienda, ma anche nel settore pubblico e nel Terzo settore che ha dimostrato come l’ASL stia aiutando gli studenti ad aprirsi al mondo esterno alla scuola.
Mentre si parla della possibilità di rivedere la normativa, tutti gli attori coinvolti hanno sottolineato il contributo formativo che percorsi pensati coerentemente agli indirizzi di studio stanno apportando agli studenti degli ultimi anni.
Una valutazione positiva sostanzialmente condivisa dal Sottosegretario al Ministero del Lavoro Claudio Cominardi, intervenuto all’incontro sull’Apprendistato di primo livello.
Un seminario si è concentrato su quelli che sono considerati i “naturali” soggetti ospitanti dell’ASL: le imprese.
“A scuola di impresa: percorsi Alternanza Scuola Lavoro nel settore privato” ha messo a confronto esperienze che evidenziano come, per il sistema produttivo, l’alternanza possa rappresentare un investimento perché permette di ridurre il divario tra le competenze in uscita dal sistema educativo e le competenze richieste dal mondo del lavoro.
Sergio Levis di FCA e Alberto Lazzaro, Vice Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Torino, hanno presentato il progetto “I giovani incontrano le imprese”: un percorso che presenta l’attività imprenditoriale come una possibile vocazione e scelta professionale. Sempre FCA ha raccontato le attività di ASL che ospita, divise in due tipologie: FCA Adoption (“adozione” di un istituto scolastico da parte degli stabilimenti FCA presenti sul territorio) e FCA e discovery, (prodotto on-line fruibile dagli studenti a livello di classe assistiti da un facilitatore/tutor scolastico).
Lo storico gruppo bancario torinese Intesa San Paolo propone alle scuole un programma di alternanza denominato “Z Lab”: Antonio Vinci ha spiegato che l’obiettivo è di preparare i ragazzi al mondo del lavoro, attraverso un’esperienza di apprendimento e sperimentazione.
Il progetto di Alternanza Scuola Lavoro in Iren, raccontato da Fabrizio Zeba, è nato con l'obiettivo di rendere l'azienda stessa una scuola: gli impianti sono le aule, le scrivanie i banchi, i tecnici i maestri di mestiere.
Un esempio di collaborazione tra soggetti diversi è l’esperienza che sta per essere avviata congiuntamente tra l’agenzia per il lavoro Synergie Italia, presente con Roberta La Fiora, e la multinazionale CNH Industrial rappresentata da Daniela Martino: Synergie ha facilitato la relazione tra l’azienda e la scuola coinvolta per la realizzazione di percorsi di Alternanza rafforzata e, se l’azienda trasferirà agli studenti le competenze tecniche, l’agenzia per il lavoro curerà il trasferimento di soft skills.
Nell’ottica delle azioni di sistema, è stato particolarmente interessante ascoltare le associazioni degli imprenditori. L’Unione Industriale di Torino ha raccontato, per bocca di Paola Barbero, le attività rivolte alle imprese che aderiscono all’associazione. Paola Barbero ha inoltre evidenziato l’importanza dell’ASL anche nell’ottica di ridurre il mismatch tra D/O e la mancanza di profili che molte aziende evidenziano.
API, con Sonia Torri, e Davide Ricca di CNA Metropolitana di Torino si sono focalizzati sulle modalità per coinvolgere e sostenere al meglio le realtà più piccole nell’affrontare la sfida dell’alternanza scuola lavoro, sfida che deve continuare a persistere e non deve essere resa facoltativa o estremamente ridotta negli orari.
Al seminario “Percorsi di cittadinanza: l’Alternanza Scuola Lavoro nel settore pubblico” hanno preso parte soggetti che, in questi anni, hanno proposto iniziative interessanti e innovative.
Caterina Chirico, della Città Metropolitana di Torino che ospita ogni anno diverse centinaia di studenti, ha illustrato i numerosi ambiti nei quali sono stati inseriti i ragazzi e la necessaria versatilità per accogliere studenti provenienti da diversi indirizzi di studio.
L’Azienda Sanitaria TO4, con Silvia Francone, ha presentato un progetto che permette di formare gli studenti alla relazione nel contesto del processo di cura presso il domicilio del paziente e della sua famiglia.
Alternanza si svolge anche presso la Direzione Vigilanza della Banca d’Italia e la Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate, presenti con Roberto Traini e Alessandro Tomeo per raccontare numerosi progetti ad alto contenuto formativo.
Infine Maria Cristina Saletta del CPI di Verbania ha spiegato come sono stati inseriti studenti in alternanza in un Centro per l’Impiego, con mansioni amministrative oppure a supporto alle attività di servizio rivolte all’utenza.
Ma i soggetti pubblici, oltre ad ospitare gli studenti, possono anche svolgere un ruolo di supporto alla governance dell’ASL, come è avvenuto nel Comune di Grugliasco (per il quale era presente Emanuela Guarino) dove, in collaborazione con il CPI di Rivoli (rappresentato dal responsabile Renato Zambon), si è lavorato per facilitare l’incontro tra scuole e soggetti ospitanti.
Nell’ambito, invece, della promozione di azioni di sistema, Anpal Servizi e APL stanno definendo un protocollo affinché APL possa proporsi come soggetto ospitante sia presso i suoi uffici centrali, sia nei singoli CPI piemontesi, come ha anticipato Mario Brignone.
Elena Bottasso ha raccontato un’altra interessante azione di sistema che vede coinvolti un soggetto pubblico - la CCIAA di Cuneo - e una fondazione privata - la Fondazione CRC - col supporto tecnico del Centro di innovazione sociale SocialFare, con l’obiettivo di stimolare studenti e insegnanti a diventare innovatori sociali, valorizzando i talenti e le attitudini personali degli studenti. Anche la CCIAA di Torino, presente con Renato Bellavita, ha siglato un protocollo d’intesa sull’ASL che costituisce un Tavolo permanente con l’USR del Piemonte, la Direzione Regionale INAIL, l’INPS Piemonte, ed allargato a tutte le associazioni di categoria del territorio insieme a Compagnia delle Opere Piemonte e a Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo, a cui si aggiungerà a breve Anpal Servizi.
Un mondo che non si tende a legare all’Alternanza scuola lavoro è quello del Terzo Settore.
Eppure, come si è visto nel corso del seminario “L’Alternanza tra scuola e lavoro no profit: esperienze del Terzo settore”, si tratta di un bacino di realtà di grande interesse.
Confcooperative, ad esempio, ha spiegato per bocca di Jasmine Festa come la cooperazione possa offrire un ambiente particolarmente attrezzato per ospitare in alternanza ragazzi con disabilità o altro tipo di svantaggio.
Laura Moretto dell’Ufficio per la Pastorale dei Migranti dell’Arcidiocesi di Torino ha raccontato i percorsi di sensibilizzazione degli studenti ai temi legati alle migrazioni, con l’obiettivo di superare stereotipi e pregiudizi e operare direttamente a contatto con persone che provengono da altre culture.
Leonardo Carretta (Cooperativa Arcobaleno – Consorzio Sociale Abele Lavoro) si è soffermato sulle possibilità formative per gli studenti del lavoro a contatto con persone che provengono da situazioni di svantaggio: una condizione che consente uno scambio attivo tra studenti e dipendenti della cooperativa.
Giulia Toffanin di ACMOS ha spiegato in che modo un’associazione di volontariato può accogliere gli studenti, in particolare inserendoli in percorsi di educazione alla legalità e gestione dei beni confiscati alle mafie.
Marco Bani di Vol.To - Centro Servizi per il Volontariato di Torino si è soffermato sulle difficoltà burocratiche che spesso incontrano le associazioni di volontariato che vogliano accogliere studenti, e sulla possibilità di offrire loro servizi a supporto.
Una scuola che ha provato in prima persona i percorsi di ASL nel Terzo Settore è il Convitto Nazionale Umberto I di Torino: Annamaria Anzillotti ha sottolineato come questo tipo di esperienza risulti particolarmente significativo per ragazzi “privilegiati” che conoscono poco le realtà del disagio economico e della difficoltà sociale.