Fondo Nuove Competenze: i chiarimenti di Paola Nicastro

Politiche attive 20.nov.2020
Fondo Nuove Competenze: i chiarimenti di Paola Nicastro
Un webinar organizzato da Mylia è l'occasione per affrontare dubbi e gettare uno sguardo più approfondito su un'importante novità nelle politiche attive italiane
Grafica del webinar

Nel pomeriggio di ieri, 19 novembre, si è svolto il webinar “Fondo Nuove Competenze: i vantaggi per le imprese”, con l’obiettivo di aiutare le imprese a fare chiarezza sui dubbi operativi che inevitabilmente accompagnano uno strumento che rappresenta una novità assoluta nel panorama italiano delle politiche del lavoro.

Il webinar è stato organizzato da Mylia, il brand di Adecco Group che si occupa di formazione e sviluppo, e ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Paola Nicastro, Direttore Generale ANPAL, e di Michele Faioli, Professore di Diritto del Lavoro presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Le imprese hanno a che fare con un mondo sempre più complesso, e l'unica possibilità di sopravvivenza e di miglioramento risiede in una costante attività di reskilling e upskilling: lavorare sulle competenze per mantenere l'employability. In questo contesto nasce il Fondo Nuove Competenze, una misura che si rivolge ai datori di lavoro privati che stipulino, entro il 31 dicembre 2020, accordi collettivi di rimodulazione dell’orario di lavoro dei propri lavoratori, per mutate esigenze organizzative e produttive dell’impresa o per favorire percorsi di ricollocazione.

Gli interventi dell'Avvocato Nicastro hanno aiutato a comprendere la logica che sottende al Fondo e l'ottica con cui le imprese devono guardare a questa opportunità.
Non occorre confondere il Fondo con altri strumenti classici di sostegno al reddito, poiché è pensato per offrire nuove opportunità, accompagnando imprese e datori di lavoro a un nuovo inizio (non è un caso infatti che il Fondo nasca in un momento critico, alla fine del lockdown totale, nel quale l'attenzione era rivolta principalmente ad ammortizzatori sociali e politiche passive). 

Secondo il Direttore Generale si è voluto dare alle imprese un ruolo attivo, da protagonista, per far sì che possano valutare autonomamente il proprio fabbisogno e intervenire sui dipendenti con percorsi formativi mirati: operare quindi un'analisi sulla propria situazione e definire obiettivi finalizzati a proseguire in maniera più efficace, o scegliere invece un reskilling che accompagni tutti verso un percorso di ricollocazione al di fuori dal proprio contesto aziendale.

L'azienda è chiamata alla responsabilità di individuazione delle competenze, l'impegno operativo di indicare gli spazi che consentano di intervenire. Questo non impedisce di ricorrere anche ad altri strumenti (ad esempio la cassaintegrazione), a patto che non interessino le risorse considerate in questo particolare piano formativo. L'impegno di Anpal sarà verificare costantemente due requisiti: accordo collettivo e progetto formativo, certificando i requisiti formali di ammissibilità e verificando che il risultato atteso sia raggiunto.

Occorre in definitiva uscire dalla logica dell'offerta a catalogo per trovare percorsi quanto più possibile personalizzati, quelli adatti a far arrivare la risorsa al livello di sviluppo necessario immaginato all'inizio del percorso. 

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