Fabbisogni occupazionali ottobre
Prospettive economiche incerte per gran parte delle imprese italiane (82,8%) che ritiene che i livelli di produzione e vendita potranno tornare a condizioni “accettabili” solo nel 2021, mentre il 46,9% stima che la "normalizzazione” delle attività possa verificarsi solo nel secondo semestre 2021.
Nel mese in corso sono 182.240 le imprese che prevedono assunzioni, erano circa 147 mila a settembre. I segnali di miglioramento arrivano dai servizi alle persone e dalle costruzioni. È quanto emerge dall’ultimo bollettino del Sistema informativo Excelsior realizzato da Unioncamere e Anpal.
Le imprese cercano soprattutto addetti nelle attività di ristorazione (26.770 a ottobre), addetti alle vendite (25.130), personale non qualificato nei servizi di pulizia (19.540).
Le assunzioni scendono del 27,9% rispetto allo scorso anno: a ottobre sono previste 281.810 entrate, 86.370 dei quali sono giovani fino a 29 anni. Nel trimestre ottobre-dicembre si prevedono 763.770 assunzioni.
Tengono meglio le micro imprese (1-9 dipendenti), soprattutto nel settore industriale nel quale si prevede addirittura un aumento delle assunzioni rispetto a ottobre 2019 (3,4%). Considerando i settori dell’industria e dei servizi, queste imprese prevedono una diminuzione delle assunzioni del 17,9%, mentre per le piccole (10-49 dipendenti) il calo atteso è del 36,1%, per le medie (50-249 dipendenti) del 45% e per le grandi (250 e oltre) del 39,9%.
Meglio della media nazionale si prospetta l’andamento delle assunzioni a settembre per le regioni del Sud e Isole e per il Nord Ovest, mentre più negative sono le previsioni delle imprese del Nord Est (in particolare di quelle del Veneto) e del Centro (in particolare di quelle della Toscana).
La difficoltà di reperimento di determinate figure profesionali dichiarata dalle imprese a ottobre si attesta mediamente al 32,5% (34% per i giovani), ed è particolarmente alta negli ambiti della ricerca e sviluppo (51,7%, con i tecnici in campo ingegneristico al 58,9%), dell’installazione e manutenzione (46,3%, con gli artigiani e operai specializzati di installazione e manutenzione attrezzature elettriche e elettroniche al 42,6%) e della certificazione e controllo di qualità, sicurezza e ambiente (39,6%, con i tecnici della gestione dei processi produttivi di beni e servizi al 54,5%). Per quanto riguarda i giovani, le difficoltà maggiori si riscontrano nel reperirimento di specialisti in scienze informatiche, fisiche e chimiche (70%).
Gli indirizzi di studio che in questo momento garantiscono esiti occupazionali migliori sono quello di ingegneria per l’università, quello tecnologico (ex istituto tecnico industriale) per il diploma secondario e quello industriale per la qualifica o diploma professionale: le assunzioni previste a settembre sono infatti rispettivamente 11.070, 31.700 e 30.370.
Comunicato stampa Unioncamere
Bollettino Excelsior ottobre 2020