Diritto del lavoro

Diritto del lavoro 19.gen.2018
Del Conte: “Flexsecurity per rispondere ai problemi concreti” - Video
Il presidente dell’Anpal ha partecipato al workshop di Roma sui nuovi orizzonti del diritto del lavoro ospitato oggi al Parlamentino del Cnel
Quale può essere il ruolo del diritto del lavoro di fronte alla globalizzazione e all’affermarsi progressivo delle nuove tecnologie nei processi produttivi? Quali gli orizzonti di questa disciplina all’interno di Paesi Europei dove la regolazione del mercato del lavoro si sta sempre più orientando verso un modello di flexsecurity?  
 
E’ stato profondo e serrato il dibattito odierno che ha caratterizzato il workshop Nuovi orizzonti del diritto del lavoro, ospitato durante la mattinata al Parlamentino del Cnel a Roma.
 
Il confronto si è focalizzato su tre tematiche di stringente attualità:
 
  • i valori e i metodi del diritto del lavoro; 
  • gli attori e la contrattazione collettiva nella grande trasformazione; 
  • gli strumenti di regolazione tra rapporto di lavoro e mercato del lavoro.
 
Ad animarlo – con il presidente del Cnel, Tiziano Treu, a fare da moderatore - alcuni tra i migliori giuslavoristi del panorama italiano:
 
  • Raffaele De Luca Tamajo - emerito dell’Università Federico II di Napoli
  • Riccardo Del Punta - Università di Firenze
  • Stefano Giubboni - Università di Perugia
  • Adalberto Perulli - Università Cà Foscari di Venezia
  • Bruno Caruso - Università di Catania
  • Luigi Mariucci - già ordinario dell’Università Cà Foscari di Venezia
  • Luisa Corazza - Università del Molise
  • Marzia Barbera - Università di Brescia
  • Mariella Magnani - Università di Pavia
Tra i relatori del workshop anche il presidente dell’AnpalMaurizio Del Conte – protagonista in particolare del dibattito sui nuovi strumenti e modelli di regolazione del rapporto di lavoro e del mercato del lavoro: “L’approccio alla flexsecurity dovrebbe essere orientato a rispondere ai bisogni, a risolvere i problemi concreti – ha spiegato Del Conte – Pensiamo alla questione dei mercati del lavoro transizionali, dove i percorsi professionali individuali sono meno protetti e dove, per il singolo soggetto, può succedere di passare da un’occupazione a un’altra più volte nel corso della vita. E allora? Contrastiamo questo fenomeno bloccando le transizioni? Chiaro che non è possibile. Sarebbe bene uscire dalla logica della contrapposizione tra conservatori e riformisti, per orientarsi alla persona. Ciò che va fatto è aiutare l’individuo durante la transizione: il capability approach è il futuro per la ricerca e la transizione nel lavoro”.
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