Cruscotto Lsu novembre
È stato aggiornato al 17 novembre il cruscotto dei lavoratori socialmente utili, lo strumento di Anpal Servizi che monitora il bacino di quei lavoratori che percepiscono sussidi di disoccupazione, mobilità, cassa integrazione guadagni straordinaria o sono in cerca di prima occupazione, o disoccupati da più di due anni iscritti nelle liste di collocamento (o iscritti nelle liste di mobilità senza percepire l'indennità), e svolgono attività e servizi a beneficio di tutta la collettività.
I lavoratori socialmente utili attivi nelle regioni convenzionate con il Ministero del Lavoro (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Lazio) sono 5.659, di cui 1.986 sospesi. Quelli usciti da quando è stata istituita la misura sono 33.199. In maggioranza gli attivi sono uomini (61,7%), l’età media è 58,6 anni per gli uomini e 57 per le donne, il 45,3% ha la licenza media inferiore, sono per lo più operai generici (20,2%) e attivi nel settore dell’ambiente e della tutela della salute (36,6%).
Il cruscotto permette una lettura puntuale dei Lsu attivi su base provinciale, disaggregati per genere, età media, titolo di studio, mansione e settore. La provincia che registra il maggior numero di Lsu attivi è quella di Napoli (1.725), seguita da Cosenza (953). In Campania gli Lsu attivi sono 2.903, in Calabria 1.935. Queste due regioni concentrano l’85,5% degli Lsu di tutto il territorio nazionale.
I lavoratori sospesi sono 1.986 e sono concentrati in Calabria (96,7%; il record è del Comune di Gioia Tauro, 82). Il resto dei sospesi è ancora presente nelle province di Rieti, Caserta, Foggia, Taranto e Lecce. Il cruscotto permette una lettura del dato disaggregato per Comune.
I lavoratori usciti sono in tutto 33.199, il 65,5% uomini, il 34,5% donne. Il 59,2% (19.657) di loro è stato stabilizzato, il 14,3% è uscito con incentivo. Napoli è la provincia con il record di Lsu stabilizzati (4.913, cioè il 25% di tutti gli stabilizzati).
Le cause più frequenti di uscita sono l’assunzione a tempo indeterminato presso l’ente utilizzatore (23,9%), il pensionamento (18,2%), l’assunzione a tempo indeterminato presso impresa o cooperativa esternalizzata (16,4%). Quest’anno sono usciti 288 Lsu (il massimo si raggiunse nel 2003 quando furono 7.893). Nel 2020 gli Lsu usciti hanno in media 61,8 anni, età media più alta registrata dall'inizio delle rilevazioni.