Con Anpal Servizi si parla a Job&Orienta di applicazione pratica
Anpal Servizi porta a Job&Orienta 2020 il tema de "L'attività di applicazione pratica presso le istituzioni formative" con un doppio appuntamento nella giornata di venerdì: presentazione dell'omonima indagine la mattina, e un focus group tecnico nel pomeriggio dedicato alle proposte operative per il superamento delle criticità e agli ulteriori possibili sviluppi.
Sono ormai passati cinque anni da quando, con la sperimentazione duale nella IeFP, è stata introdotta la possibilità di realizzare fino a 400 ore di attività di applicazione pratica anche nel primo anno del percorso formativo, dando quindi l’opportunità ad allievi che non hanno ancora raggiunto i quindici anni (e che quindi non possono al momento accedere ai percorsi di alternanza e apprendistato) di sperimentarsi in compiti, attività e lavori sin dal primo momento.
L’indagine parte da un primo confronto sulle differenti modalità di attuazione delle attività di applicazione pratica avvenuto nel corso della passata edizione, che aveva permesso di identificare tre macro-tipologie a cui ricondurle:
- I Compiti di realtà (CdR), ossia le attività in cui gli allievi rispondono ad una commessa, sia essa reale o ideata dal docente. Genericamente limitati al processo produttivo, possono avere durata variabile ed essere svolti in diversi periodi dell’anno.
- L’Impresa Formativa Simulata (IFS), ossia quelle attività che prevedono coinvolgimento parziale di una impresa e simulazione di processi e/o servizi. Si realizza nei casi in cui avviene una simulazione dei processi aziendali necessari a svolgere una commessa, oppure nei casi in cui interviene l’impresa, in quanto si riproduce il suo modello organizzativo e produttivo.
- L’Impresa Formativa (IF), ossia un'esperienza lavorativa vera e propria, per quanto tutelata. Questa tipologia consente l’apprendimento di processi di lavoro reali, ricreando un contesto produttivo all’interno di un’istituzione formativa che coniuga l’apprendimento con la gestione di un’impresa.
L’emergenza sanitaria per il Covid-19, con tutte le limitazioni che ha causato, ha prodotto un nuovo scenario per le attività formative dei percorsi di istruzione e di IeFP che prevedono attività pratica in impresa. Sarà quindi fondamentale dotarsi di strumenti che consentano di garantire l’erogazione della formazione anche a distanza, in modo da preservare le caratteristiche proprie dei percorsi duali in termini di apprendimento mantenendo comunque la forte connotazione al lavoro.
L’indagine si è ampliata e ha coinvolto, nel mesi di giugno e luglio 2020, 170 Centri di Formazione Professionale e 14 Istituti di scuola secondaria superiore di II grado in 13 regioni.
I risultati mostrano come oltre la metà delle esperienze realizzate sia catalogabile all’interno dell’Impresa Formativa Simulata (54%). L'impresa Formativa vera e propria si attesta attorno al 16%, mentre i Compiti di Realtà al 30%, anche se risultano la tipologia maggiormente impiegata nei percorsi finalizzati alla qualifica regionale, specializzazione o abilitazione e patente di mestiere.
Dall’analisi dei settori economici professionali emerge come la maggior parte dei percorsi con attività di applicazione pratica riguardino principalmente tre settori: quello meccanico (meccanica, produzione e manutenzione macchine, impiantistica), quello dei servizi turistici e quello dei servizi alla persona, rispecchiando i numeri e la diffusione nel panorama economico italiano.
Per quanto riguarda la tipologia di allievi, l'indagine ha evidenziato come oltre il 60% delle esperienze siano rivolte al gruppo classe nel suo complesso, con una percentuale di allievi a rischio dispersione/drop out di circa il 18%. Gli alunni svantaggiati (minori non accompagnati, disabili, immigrati) risultano coinvolti nelle attività pratiche complessivamente per il 25%, mentre è molto residuale il numero dei ragazzi maggiorenni (2, 7%).