Toscana: lavoro per il 70% dei presi in carico dai Cpi
Servizi per l'impiego
17.lug.2020
Toscana: lavoro per il 70% dei presi in carico dai Cpi
Ecco tutti i numeri – relativi al 2019 - della rete regionale dei centri per l’impiego
In Toscana la rete regionale dei servizi per l’impiego funziona. A confermarlo sono i numeri presentati ieri dall’assessore al lavoro della Regione, Cristina Grieco. Numeri che si riferiscono al 2019. Numeri che – è necessario precisare – sono stati realizzati prima della crisi Covid, che ha generato contraccolpi negativi in settori fondamentali per la Toscana come turismo ed export.
Partiamo comunque dal dato più significativo: il 70% delle persone prese in carico dai centri per l’impiego hanno ottenuto un’opportunità di inserimento nel mercato del lavoro.
Non solo: tra i 100 mila presi in carico nell’ambito del programma Garanzia Giovani, ben l’80% ha ottenuto un’opportunità.
Numeri lusinghieri anche per ciò che riguarda i tirocini finanziati dalla Regione: il tasso di assunzione è del 60%, con punte del 72% in provincia di Prato e del 70% nella Città metropolitana di Firenze.
Con riferimento al Piano integrato per l’occupazione - la misura che sul territorio ha anticipato il reddito di cittadinanza - su circa 6700 persone dal profilo di occupabilità estremamente basso, il 60% ha avuto un’opportunità di inserimento.
I Cpi in Toscana
Ecco tutti i numeri della rete dei servizi per l’impiego in Toscana:
- 53 Cpi;
- 413 operatori dipendenti dell’agenzia regionale Arti;
- circa 470 consulenti del consorzio servizi lavoro;
- 29 dipendenti della società in house Fil di Prato.
La rete oggi riceve mediamente:
- 300 mila utenti l'anno (destinatari di 700 mila azioni di politica attiva);
- 22 mila imprese, che nel 2019 hanno presentato oltre 45mila offerte di lavoro.
Durante il lockdown Arti ha continuato a offrire servizi a distanza - 85 mila colloqui di orientamento e 20 mila servizi alle imprese – ed è stata tra le prime a riaprire fisicamente, con l’80 per cento del personale che oggi lavora di nuovo in presenza.
Entro il 2020 l’organico dei centri per l’impiego sarà più che raddoppiato.