Covid 19 ed effetti sul lavoro in Calabria

28.apr.2020
On line il monitoraggio del mercato del lavoro in punta di Stivale
Pubblicato il secondo numero della rubrica del Laboratorio economico territoriale della Regione Calabria in collaborazione con Anpal Servizi

È on line il secondo numero della rubrica del Laboratorio economico territoriale delle politiche del lavoro, promosso dalla DG 7 Lavoro Formazione e Politiche sociali della Regione Calabria
La rubrica monitora e analizza il contesto socio lavorativo della Calabria sul quale è andata a innestarsi l’emergenza sanitaria, per comprendere le ricadute di quanto sta accadendo sull’occupazione. 

Nel secondo numero di aprile, il gruppo di lavoro che guida il Laboratorio, del quale fa parte Anpal Servizi, esamina l’andamento degli avviamenti e delle cessazioni nel primo trimestre del 2020 in base alle Comunicazioni obbligatorie, nell’ambito della struttura complessiva del mercato del lavoro calabrese. Una struttura legata fortemente all’andamento demografico, che negli anni ha evidenziato una forte contrazione della popolazione: da 1.998.792 abitanti del 2004 si è passati a 1.947.131 del gennaio 2019, con una perdita di quasi 52mila unità.
In parallelo si assiste negli stessi anni a un decremento della forza lavoro: dal 2004 al 2019 la popolazione in età lavorativa tra i 15 e i 64 anni ha subito una diminuzione di 37mila unità. Una forza lavoro per la quale nel corso degli anni la piramide si è completamente rovesciata, evidenziando una sostanziale mancanza di ricambio generazionale al suo interno. 
Al 2019, la quota di disoccupati ammonta a 146.373 unità, dato in crescita rispetto al 2004 per una quota a +45.239 unità. 

Per quanto riguarda il 2020, l’analisi dei dati relativi al primo trimestre – quindi pre cigd - derivanti dalle Comunicazioni obbligatorie evidenzia la buona partenza a gennaio, con 38.344 avviamenti, e il successivo, immediato decremento nel mese di febbraio – non appena scoppiata l’emergenza sanitaria - e l’accelerazione nel mese di marzo con 17.610 avviamenti e uno scarto negativo rispetto a inizio anno di 20.734 nuove assunzioni. 
Se si prendono in considerazione gli avviamenti per tipologia di contratto e genere, si nota l’assoluta prevalenza di contratti a tempo determinato e un sostanziale svantaggio per le donne: nel solo mese di gennaio la differenza tra nuovi assunti maschi (22.696 avviamenti) e femmine (10.526) è di ben 12.170 unità
Dal 6 aprile 2020 le aziende hanno cominciato a inviare le richieste di accesso alla cassa integrazione in deroga. La Regione ne ha ricevuto circa 14mila. Al 16 aprile la provincia con il maggior numero di richieste autorizzate era Cosenza (36,1%), seguita da Reggio Calabria (34,6%). La media dei lavoratori in cigd per azienda è 2,80 persone; i settori che hanno fatto maggiore richiesta sono la ristorazione, bar, commercio. 

L’emergenza sanitaria, dunque, va a colpire un mercato del lavoro già fragile storicamente, e acuisce la situazione di svantaggio nella quale già si trovano alcune fasce di lavoratori – le donne in particolare, mettendo a rischio inoltre settori vitali per la Calabria come il turismo e appunto la ristorazione, oltre che l’agricoltura. 

L’analisi completa è disponibile a questo link

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