Coronavirus - Mobilità in deroga per lavoratori Livorno e Piombino

Ammortizzatori sociali in Toscana 03.apr.2020
Mobilità in deroga per aree di crisi Livorno e Piombino
La giunta regionale della Toscana ha approvato le linee guida per far ottenere questa misura ai lavoratori licenziati delle aree di crisi complessa che non possono ottenere altri ammortizzatori
Regione Toscana - Mobilità in deroga per lavoratori aree di crisi complessa Livorno e Piombino
I lavoratori licenziati dalle imprese che si trovano nei comuni delle aree di crisi industriale complessa di Piombino e Livorno otterranno la mobilità in deroga. 
 
Più nello specifico, la misura di sostegno al reddito andrà a coloro che - al gennaio 2017 - risultavano già beneficiari di un trattamento mobilità ex legge 223/91 o di mobilità in deroga e che non possano beneficiare di altri ammortizzatori sociali.
 
Il provvedimento è stato approvato dalla giunta regionale della Toscana nell’ambito degli interventi di attuazione del decreto #CuraItalia per il contrasto dell'emergenza economica e occupazionale dovuta al Coronavirus. Emergenza che ha imposto la chiusura momentanea di molte aziende e attività produttive.

I comuni coinvolti dal provvedimento

I lavoratori interessati sono quelli dei territori comunali di:
 
  • Piombino, 
  • Campiglia Marittima, 
  • San Vincenzo, 
  • Suvereto, 
  • Livorno, 
  • Collesalvetti,
  • Rosignano Marittimo. 

Come presentare la domanda per la mobilità in deroga

I beneficiari della misura - tenuto conto dell'attuale situazione di limitazione degli spostamenti – possono presentare le domande per via telematica delle tramite il sistema Ap@ci. In tal modo non dovranno recarsi al centro per l'impiego competente territorialmente, ma potranno compilare e inviare la richiesta direttamente da casa. 

Sospeso e rinviato il patto di servizio personalizzato

La sottoscrizione e l’aggiornamento del patto di servizio personalizzato per la definizione del percorso di politiche attive - obbligatorio per legge - è sospeso e rinviato al momento in cui sarà possibile riprendere con regolarità lo svolgimento di tali azioni, in analogia con quanto già previsto per i percettori di altri ammortizzatori sociali.
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