Alternanza scuola-lavoro

Alternanza scuola-lavoro 30.nov.2018
Del Conte: la partnership scuola-impresa strumento per costruire le competenze trasversali
Il presidente di Anpal interviene al convegno sul futuro dell’alternanza scuola-lavoro

“Alzi la mano chi ha messo piede in fabbrica almeno una volta nella vita!”. Massimiliano Nobis, Segretario Generale Veneto Fim Cisl, intervenendo nel corso del “grande evento” L’alternanza cambia … ma non va in vacanza. Esperienze e proposte per realizzare percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, coglie senza troppi giri di parole il cuore del problema affrontato in questo convegno che si è svolto nella sala Vivaldi alla Fiera di Verona Job Orienta venerdì 30 novembre. Come fa un ragazzo che sta per terminare la sua istruzione scolastica ad orientarsi nel mondo del lavoro se non ha un’esperienza diretta con la realtà economica in cui vive?

Il convegno è stato un momento di analisi e riflessione sulle prospettive dell’alternanza scuola-lavoro alla luce delle novità introdotte dalla bozza di legge di bilancio per il 2019, che prevedono una riduzione del numero delle ore (90 per i licei, 150 per gli istituti tecnici e 180 professionali, da svolgere nel triennio), il differimento di un anno dell’obbligatorietà ai fini dell’ammissione all’esame di Stato e la conseguente riduzione dei finanziamenti. Il progetto governativo si caratterizza per una focalizzazione sullo sviluppo delle competenze trasversali e sui percorsi di orientamento.

Adriano Meucci, coordinatore della divisione Transizioni di Anpal Servizi, ha delineato le sfide che Anpal è chiamata a raccogliere in questo delicato passaggio storico: maggiori investimenti per un aumento della qualità dei percorsi, qualificazione dei servizi di orientamento, sviluppo delle competenze trasversali, valorizzazione dei risultati acquisiti e delle esperienze messe in campo finora.

Maurizio Del Conte, presidente di Anpal, si è professato un “radicale dell’alternanza”: “l’alternanza è un’esperienza di grandissimo rilievo per un ragazzo, sul piano formativo, educativo e di preparazione al lavoro; è importante anche per uno studente del liceo classico, che non fa alternanza per imparare un lavoro manuale ma per essere contaminato positivamente: le dinamiche relazionali nel mondo del lavoro sono diverse da quelle della scuola in aula, per cui anticipare l’esperienza di un rapporto di lavoro significa anticipare un processo di maturazione e di acquisizione delle soft skill”. “Una partnership tra scuola e soggetto ospitante – ha aggiunto Del Conte – è il miglior modo per le imprese per investire a lungo termine sul proprio capitale umano”.

L’importanza delle soft skill è stata ribadita anche da Antonella Marsala, coordinatrice della Direzione Transizione Scuola-Lavoro di Anpal Servizi, “specie nel nostro paese dove molte imprese scontano ritardi nell’adeguare i modelli organizzativi ai nuovi paradigmi tecnologici. Siamo spesso deboli nel lavoro in team, la lean production è poco sviluppata e la contrattazione è ancora legata a modelli industriali del passato. Lo sforzo deve andare nella direzione di valorizzare tutte le competenze organizzative”.

 

 

 

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